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Metafisica

Il metodo geometrico

Inizia a trattare questo argomento nel libro Etica dimostrata secondo l’ordine geometrico (4), una sorta di enciclopedia delle scienze filosofiche, che tratta di vari argomenti con un occhio di riguardo per l’etica. L’opera è suddivisa in 5 parti.
Il metodo di Spinoza è geometrico; che segue il procedimento:
Definizioni, assiomi, teoremi, dimostrazioni, corollari, scolii (delucidazioni).
Il filosofo era convinto che il reale avesse una struttura necessaria di tipo geometrico.

Concetto di sostanza

Nella tradizione greco-medievale, per sostanza si intendeva sia la forma, sia il sinolo. Cartesio invece suddivide la sostanza in res cogitans e res extensa. Spinoza però non è d’accordo e si propone di sviluppare coerentemente tutto ciò in cui consiste la sostanza, quindi tutte le sue varie definizioni. Quindi:

Sostanza = ciò che è in sé e per sé si concepisce ciò, il cui concetto non ha bisogno del concetto di un’altra cosa da cui debba essere formato.
Rappresenta un concetto che per essere pensato non ha bisogno di altri concetti e deve la propria esistenza unicamente a se stessa.

Caratteristiche della sostanza

La sostanza è:
- Increata, perché è causa di sé
- Eterna, perché possiede l’esistenza, che non riceve da enti esterni
- Unica, perché nella natura non ci possono essere due o più sostanze della medesima natura ossia del medesimo attributo
- Infinita, perché se fosse finita, dovrebbe essere limitata da un’altra della medesima natura, la quale a sua volta dovrebbe esistere necessariamente.
Inoltre la sostanza è infinita nel senso che la sua essenza non ha limiti ed è composta da infiniti attributi.

La sostanza è Dio

Questa sostanza, con tutte quelle qualità, non può essere altri che Dio. Dell’esistenza di Dio, Spinoza accetta le prove tradizionali: Pensare a Dio significa pensare a una realtà che non può non esistere (prova a priori). Poiché non siamo causa della nostra esistenza, deve esistere qualcosa che ci crei. (prova a posteriori). Affermando questo, Spinoza si stacca nettamente da gran parte della metafisica occidentale, aggiungendo anche che Dio e il mondo non sono due sostanze separate ma la stessa sostanza.

Dio è Natura

Essendo la stessa sostanza, ciò coincide con quell’ unica, assoluta, infinita realtà che è la natura. Se la sostanza è unica, essa sarà come una circonferenza infinita che ha tutto dentro di sé e nulla fuori di sé. In questo modo Spinoza giunge al panteismo.

Attributi e modi

Gli attributi sono le qualità essenziali o strutturali della sostanza. Poiché la sostanza è infinita, anche i suoi attributi saranno infiniti. Degli infiniti volti della natura, l’uomo ne conosce solo due:
- L’estensione
- Il pensiero.
L’infinitezza della natura viene filtrata dalla mente finita dell’uomo. Se la sostanza è sempre la medesima in tutti i suoi infiniti attributi, perché l’uomo ne scorge solo una minima parte? Purtroppo la questione rimane senza risposta.
I modi sono modificazioni accidentali della sostanza, nel senso che esistono e possono essere pensati dall’uomo solo in riferimento all’estensione e al pensiero. In altre parole, i modi sono le manifestazioni particolari degli attributi. L’estensione che sorregge i singoli corpi non è sostanza, proprio come non lo è il pensiero che sorregge le singole menti e i singoli pensieri. Il sostegno di ogni realtà, fisica e psichica, è Dio. Spinoza distingue due tipi di modi: quelli infiniti e quelli finiti. I modi infiniti sono proprietà strutturali degli attributi stessi. I modi finiti invece sono gli esseri particolari, ovvero “questo” corpo o “quella” idea.

Dio come causa del mondo

Dio è la totalità e l’unità di tutte le cose, le quali, o sono idee o sono corpi. Spinoza distingue tra natura naturante cioè Dio e i suoi attributi, considerati come causa; e la natura naturata cioè l’insieme dei modi, visti come effetto. Quindi lui vede Dio come causalità immanente: dal momento che “nulla è fuori di Dio”, Dio non crea qualcosa di diverso da sé, ma piuttosto si modifica, cioè si esprime in infiniti modi determinati. La causalità divina è anche libera, nel senso che Dio agisce seguendo le sole leggi della propria natura, senza alcun condizionamento esterno. Dunque in Dio la libertà e la necessità coincidono. Ma c’è una domanda: perché, a un certo punto, l’infinito spinoziano si finitizza? Il filosofo ricorre all’ attestato dell’esperienza.

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