La filosofia di Spinoza (1632-1677)


Secondo Spinoza la filosofia è qualcosa che dev'essere coerente, la teoria deve avere un riscontro pratico e la pratica deve basarsi sulla teoria. Inseguito ricerca quest'idea della coerenza e arrivò a cambiare la sua vita per essere coerente con la sua filosofia.
Si dice che il suo ragionamento è originale e si può dire che è quasi non occidentale, perché esso assomiglia molto all'induismo.

La visione del mondo

Spinoza descrive il mondo attraverso cinque caratteristiche fondamentali:
• Unicità
L'essere è apparentemente diverso, ma appartiene alla stessa realtà, cioè è la manifestazione di essa. La realtà unitaria viene definita sostanza.
Siamo una cosa sola, siamo tutti formati dalla stessa cosa ma apparentemente siamo diversi.
• Infinità
La sostanza non ha fine, però in alcune parti di essa l'infinito è delimitato, cioè il finito è l'infinito che ha preso una forma limitata.
• Divinità
La sostanza è Dio, tutto ciò che esiste è sostanza, infinito e Dio. Con Spinoza infatti si è parla di Panteismo, ovvero tutto è dio.
• Immanenza
Esiste solo una dimensione, cioè tutto rimane nel mondo che vediamo, quindi non ne esistono altri e quindi non esiste un Dio trascendente che sta nell'al di là e crea il nostro mondo.
• Necessità
La sostanza non ha libertà, tutto ciò che accade è necessario, non è frutto della scelta di qualcuno. Non esiste l'idea di Dio che crea il mondo, perché ciò implica che egli sarebbe esistito prima e che la creazione del mondo sarebbe lo scopo di una sua idea.

scopo della filosofia di Spinoza

La filosofia di Spinoza agisce con obbiettivi limitati, riguardanti i problemi del tempo:
• Difendere la filosofia di Cartesio
Secondo questo filosofo è necessario difenderlo in modo intelligente, a causa della sua aporia.
• Completare Cartesio
Cercare di risolvere i problemi e completare le teorie lasciate in sospeso e non completate.
Obbiettivi generali:
• Teoria e pratica devono complicarsi, sono indipendenti. La teoria deve diventare pratica e la pratica deve basarsi sulla teoria;
• Scoprire in cosa consiste l'ordine razionale della realtà e se capisco che il mondo è razionale, mi adeguo. Infatti adeguarsi alla razionalità sarà il modo di vivere.
• Conoscere la verità per perfezionare se stessi. Si deve migliorare grazie alla verità, se tutto va bene, si vive bene. (citazione 1)

Sostanza (Dio, Natura)

Spinoza inizia a trattare di Dio e afferma che tutto parte dalla sostanza (Definizione 3: Per sostanza intendo ciò che è in sé ed è concepito per sé; vale a dire ciò il cui concetto non ha bisogno del concetto di un'altra cosa da cui debba essere formato. ). Questa mette in luce ciò che è in se e ciò che è per se, cioè la sostanza è chiara (in se) e distinta (per se). La sostanza per Spinoza è in se perché essa non è causata da nient'altro, infatti nella definizione 1 (per causa di sé (causa sui) intendo ciò la cui essenza implica l'esistenza, ossia ciò la cui natura non può essere concepita se non come esistente) parla della causa di sé, cioè dipende solo da se stesso ed è eterno, esiste necessariamente da sempre. Si può anche dire che è ontologicamente autosufficiente. La sostanza è per se, perché essa non ha bisogno di un altro concetto che lo spieghi. Perciò si può dire che è logicamente autosufficiente. Quindi si può dire che la sostanza è evidente.

La sostanza ha degli attributi (proprietà fondamentali) e Spinoza parla di essi perché vuole spiegare cosa conosce il suo intelletto riguardo alla sostanza. (Per attributo intendo ciò che l'intelletto percepisce della sostanza come costituente la sua essenza)
La sostanza è infinita, ma la nostra mente no, per questo ci sarà un numero finito di attributi. Questi sono:
• Il pensiero:
Cioè la ragione, Dio è perfettamente razionale.
• La materia:
Cioè il corpo, Dio è materia.
Pensiero e materia coincidono perché sono aspetti diversi di Dio, in questo modo Spinoza elimina il dualismo cartesiano, perché ragione e corpo sono manifestazioni della sostanza. (es. moneta, ha due facce)

Tutto ciò che esiste può essere pensato e tutto ciò che può essere pensato esiste, perché corpo e ragione sono un'unica cosa e i sensi non mi ingannano.
Modi: (Per modo intendo le affezioni della sostanza, ossia ciò che è in altro e per mezzo di esso è anche concepito) sono ciò che attraverso i sensi conosco della sostanza. I modi sono le trasformazioni concrete della sostanza, cioè il modo in cui la sostanza si presenta ai miei occhi.

Il determinismo di Spinoza

Determinismo è il processo di spiegazione di un fenomeno, il quale è completamente basato sul principio di causalità (causa-effetto). Quindi tutto ciò che esiste è effetto di una causa, è un processo meccanico.
In Spinoza il principio di causalità è applicato con una rigidità assoluta, perché tutto ha ed è effetto di una causa. Ogni singola azione è il prodotto della sua causa, si può risalire alla causa principale ripercorrendo tutte le cause e si arriva a Dio. Il libero arbitrio è un'illusione così radicata che è diventata una superstizione, la quale si spiega sulla base dell'ignoranza.
Le definizioni ci spiegano perché si produce necessariamente e perché non esiste il libero arbitrio.
• La sostanza, la quale è infinita, crea forme finite perché (proposizione 17), cioè Dio agisce secondo necessità, non agisce intrinsecamente o estrinsecamente, cioè senza essere condizionato da volontà, obbiettivi e sentimenti. Dio non è quindi forzato da nessuno, non ha né motivi interiori che lo obbligano né esteriori, quindi Dio non crea, ma produce necessariamente e non è libero, non sceglie niente.
Le definizioni 7 e 32, insieme alla 17, sono la base delle seguenti definizioni.
• Le definizioni 16, 21 e 33 spiegano che il mondo esiste necessariamente;
• Le definizioni 26, 27 e 29 spiegano perché il mondo agisce necessariamente.
La conoscenza è il mezzo per cui capiamo queste cose.
Esistono tre livelli tre livelli diversi di conoscenza:
• Conoscenza immaginativa
E' la conoscenza immediata, ma la più inadeguata che ci sia, perché è fondata sulla completa ignoranza della causa delle cose.
• Conoscenza scientifica
E' una conoscenza più adeguata, perché si identificano alla base della realtà delle leggi comuni, una rete di rapporti causa-effetto. Con esse si possono spiegare le leggi generali dei fenomeni, ma non un singolo evento.
• Conoscenza intuitiva
E' la conoscenza corretta, attraverso la quale si possono spiegare i singoli eventi. E' il livello più alto di conoscenza. Dio conosce l'universo alla perfezione grazie all'intuizione.

Meccanicismo degli affetti

Spinoza parla dell'amore e odio in maniera razionale secondo lo schema geometrico, per spiegare il meccanicismo. Quindi vuole capire come funzionano gli affetti e come gestirli in maniera adeguata e corretta. Gli affetti sono per natura, quindi per Dio: vanno capiti per quello che sono realmente e non per quello che penso io mediante la mia immaginazione. Per capire come funzionano gli affetti, devo capire cos'è quello che li possiede, ossia l'uomo. Quest'ultimo, come tutti gli esseri viventi, è un modo che tende all'autoconservazione, fa di tutto per mantenersi vivo e non morire. (proposizione 6)
Nel caso dell'uomo lo sforzo di esistere è conatus, sforzo di mantenersi nell'esistenza in cui è. (proposizione 9) Tutti i modi hanno il “conatus”. Il conatus dell'uomo è cupidità, cioè desiderio. L'uomo si mantiene in vita desiderando cose, quindi vive grazie al desiderio. Se ho un desiderio questo mi spinge nel mondo che mi circonda per avverarlo e realizzarlo. Il mondo però può essere:
• Positivo: perché soddisfa i miei desideri;
• Negativo: se non li soddisfa e mi ostacola.
Se il mio sforzo si realizza, il mio benessere aumenta, sennò il mio entusiasmo cala e nascono quindi due affetti fondamentali:
• Letizia: è un sentimento positivo, è soddisfazione, benessere, gioia e la mente passa ad una maggiore perfezione
• Tristezza: le cose vanno male, mi deprimo e questo porta la mete ad una minore perfezione
Per Spinoza cupidità, letizia e tristezza sono gli affetti primari, fondamentali dell'essere umano. Da qui tramite un meccanicismo razionale, derivano gli altri affetti dell'uomo.
Es. amore e odio
• Amore quando la letizia si accompagna ad un oggetto esterno, che io credo sia la causa della mia letizia stessa; nasce in me un amore per quella cosa.
• Odio quando sento una tristezza profonda dentro di me e ne attribuisco la causa ad una persona.
Es. speranza e timore
• Speranza nasce dalla letizia, è una letizia incostante che nasce dall'idea di una cosa futura o passata di cui dubiti, ma ti da letizia
• Timore è una forma di tristezza incostante e ti porta spesso alla tristezza. Se perdo speranza, c'è timore.
Gli affetti non nascono a caso ma per necessità, da un rapporto causa-effetto.
Attraverso le proposizioni da 16 a 56 Spinoza spiega il meccanicismo attraverso il quale gli affetti sei estendono in modo razionale, è un meccanismo logico.
Proposizione 16: chi fa del male a ciò che amo, merita il mio odio e viceversa.
Proposizione 56: esistono tante tipologie di effetti diversi quante sono le cose che crediamo ci provochino questo affetto.
L'immaginazione è il primo livello di conoscenza e anche il più sbagliato; questo si trova sullo stesso piano della causa per accidente, cioè una cosa che secondo me ha deciso liberamente di farmi stare bene o male.
L'immaginazione ci fa vedere la causa per accidente, cioè ci fa credere che le persone scelgano liberamente, però ciò non è vero, infatti si dovrebbe arrivare all'intuizione.
Queste due azioni sono definite come pregiudizi, perché tutto accade solo attraverso passaggi logici.
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