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Spinoza - Etica

Come si spiega la molteplicità del mondo?

Spinoza descrive degli attributi e modi. Dal momento che Dio è ogni cosa, Dio possiede infiniti attributi perché la sua sostanza è una circonferenza infinita che comprende tutto. L’uomo per sua natura, per esperienza, sa di saper cogliere solo due attributi, pensiero e materia (quelli di Cartesio). È come se noi possedessimo solo due sensi anziché cinque. È un unico prisma di cui noi vediamo solo due facce. Ciascun attributo si esplica in vari modi, dando origine ai ‘modi’, prima infiniti e poi finiti. Questi modi non hanno sostanzialità, hanno bisogno di Dio per esistere.
Nel mondo noi vediamo attraverso i due attributi i diversi modi finiti.
I modi non sono ‘accidenti’ di Dio, perché gli accidenti sono ciò che può essere, ma anche non essere. Questa contingenza non esiste, perché il mondo di Spinoza è tutto necessario, cioè geometricamente predeterminato/predeterminabile.

Siamo in un rigido sistema deterministico: sembra cassata ogni forma di libertà, anche per Dio.
Dio ovvero la natura, ordine geometrico, rappresenta sia la natura naturans, ovvero il principio, ma anche la natura naturata, ossia la realtà prodotta come molteplice modo attraverso la quale la sostanza si manifesta. Dio è codice genetico, interno, immanente, necessitante. Dio sia l’oceano (sostanza unica), gli attributi sono le infinite caratteristiche della sua estensione, ma noi riusciamo a captarne solo due. La sua spazialità(attributo) è un modo infinito del movimento incessante e ha come modo finito le singole onde.
Il primo capitolo dell’Etica si conclude con il perché della libertà di Dio e dell’uomo, tipico della religione ebraico-cristiana: riprende Lucrezio. Da dove nascono queste religioni? Dice che l’uomo spesso è mosso da desideri di cui è consapevole, ma ignora le cause. Segue che oltre ad ignorare ciò l’uomo tende a vedere sempre il mondo finalisticamente orientato verso di lui. Gli esseri umani sono infantili perché non fanno mai i conti con gli svantaggi: tempeste, terremoti epidemie e scorpioni. Dicono che sono gli strumenti con i quali Dio si arrabbia.
Spinoza è ebreo ed il popolo ebraico ne ha viste tante prima di essere salvato da Dio. Tutto ciò che può fare è pregare-condannare, invocando la Matematica, la conoscenza vera.
Se questo Dio è teorema necessario, creatore e creatura insieme, perché si finitizza? Perché i modi finiti della sostanza? Deve essere ricondotta sia la dottrina sia la dottrina stoica sia quella di Plotino.
Esiste un COonatus Essendi, sostenuto da un ‘hormè’, spinta-energia motivazionale di conservazione e perpetuazione dell’essere. L’essenza di ogni cosa, Dio, al proprio interno ha la motivazione; tendenza ad appropriarsi dell’essere e conservarlo. Già gli stoici dicevano che se conosci il mondo fisico hai su che basarti per capire l’etica. Il Bene sarà la conservazione, il potenziamento del nostro essere. Il Male sarà ciò che avvizzisce l’essere. (nulla a che vedere con la morale precedente a Spinoza).
Il secondo capitolo dell’Etica, ‘Della natura e dell’origine della mente umana’.
1. Rapporto mente – corpo con una soluzione: parallelismo.
2. Gnoseologia: teoria della conoscenza.
Per Spinoza mente e corpo non sono due sostanze, perché non stanno in piedi da sole, ma hanno bisogno di Dio; sono due espressioni.
Tutti gli attributi procedono parallelamente e contemporaneamente, ma noi possiamo ‘vederne’ solo due: parallelismo psico-fisico: sono le due facce di una medaglia che in realtà ne ha infinite. C’è ordine e connessione nel manifestarsi dei vari attributi.
Ad ogni evento nel mondo fisico ne corrisponde uno in quello psichico e viceversa.[se ben conosci con la ragione, ben agisci. (Socrate)]
‘Se ben conosci il tuo intelletto sarà emendato e la tua condotta sarà portata verso il bene’.
All’interno del determinismo non c’è situazione accidentale, tutto è necessario. Se conosciamo l’ordine geometrico, ci liberiamo degli ‘idola’. [se conosci l’evento che ti ha cambiato, puoi liberarti dal dolore → Freud] la conoscenza libera.
Recuperando il mito della caverna di Platone, si individuano 3 generi di conoscenza:
• Immaginazione, percezione sensibile → modo infinito del pensiero; però deve esserci un parallelismo con il corpo → schiavitù e dipendenza dalle passioni.
• Conoscenza razionale che ha nel conoscere matematicamente il corrispettivo agire con ragione e virtù.
• Noesis – intuizione intellettiva ma immediata (fuori tempo e spazio): amor dei intellectualis che corrisponde a libertà e beatitudine. Colpo d’occhio intellettuale.
Terzo capitolo, ‘Origine e natura degli affetti’: manifestazioni del conatus essendi. Sforzo di autoconservazione, autoappropriazione di se e autopotenziamento.
Geometria delle passioni: cerca di ricostruire la piramide. Il presupposto è che l’uomo è assolutamente un modo finito, tanto quanto gli altri, non ha un posto particolare, non è fuori dall’ordine. L’unica sostanza è presentata dal conatus-cupiditas-hormè e lo pone all’apice del ragionamento. In modo deduttivo fa discendere letizia (conatus assecondato) e tristezza (cupiditas non assecondata). Geometricamente aggiunge la causa e la unisce alla letizia ottiene l’amore; dall’altra parte ottiene l’odio. Da ciò derivano deduttivamente tutte le passioni.
Capitolo quarto, ‘schiavitù umana, ovvero la forza degli affetti’.
Capitolo quinto, ‘potenza dell’intelletto, ossia la libertà umana’.
Solo la matematica ci salverà da superstizione e dolore. Per Spinoza bene e male sono coerenti all’assecondare il conatus. La libertà consiste nel comprendere che tutto è Dio, avvicinandosi all’amor dei intellectualis muoversi di conseguenza. Nuovo stile di vita → conoscenza e amore per il prossimo. Consapevolezza e grande lavoro sul proprio modo di essere al fine di potenziare ed assecondare il conatus, sempre nel rispetto degli altri.

Concludendo

All’interno di un mondo che è Dio, l’unica libertà che l’uomo possiede è la capacità di conoscerle e sfruttandole a proprio favore (le leggi), utilizzarle secondo il suo utile, agendo l’ordine geometrico e non subendolo.
La sua dottrina è stata definita un vangelo umano. Tra le virtù che Spinoza legge come affetti dannosi per l’uomo ci sono:
• Compassione: prendere su di sé le sofferenze di un altro → non solo subire l’ordine geometrico, ma anche patire con un altro.
• Pentimento: mortificare il proprio stato, depotenziare l’essere, appesantire le conseguenze di una scelta sbagliata.
• Paura della morte: del giudizio di Dio, che non può giudicarci perché non è separato dalla natura di cui noi siamo modo finito.
• Superbia: indebita considerazione delle nostre possibilità.
Spinoza afferma ‘Perdonate', ma non nel senso cristiano del porgere l’altra guancia, non dobbiamo depotenziare il nostro essere, ma reagire cercando una via alternativa. [esempio – chi amiamo non ci corrisponde più. Si deve tentare di lottare perché l’amore ci dà gioia, ma se con l’intelletto capiamo che non ce n’è più, se ci mortifichiamo non facciamo altro che depotenziarci → inutile scaricare la propria forza in quella direzione.]

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