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Herbert Spencer

Autore inglese (1820-1903) che si inserisce all'intero di una cultura nazionale inglese, postcomtiana che è stata segnata in modo significativo dalle teorie di Charles Darwin. Con la sua teoria dell'evoluzione scientifica e applicandola agli esseri viventi ha introdotto un modo di guardare la realtà naturale che si è posto in contrasto ad una visione ritenuta più antica. Gli esseri viventi mutato in termini di evoluzione. Il concetto di divenire viene tradotto in evoluzione. Hegel parlava di divenire dialettico, Marx di divenire dialettico storico, Comte di divenire della legge dei tre stadi, Spencer e Darwin dell'evoluzione. Si basa sul fatto che i cambiamenti avvengono nelle specie viventi nella storia:
1. Piccolo variazione organiche che si verificano negli esseri viventi, si presentano e si verificano negli esseri viventi ed alcune sono ereditarie. Sono casuali. Sarà Mendel a introdurre una spiegazione più specifica sull'ereditarietà.

2. Lotta per la vita. Lotta per la sopravvivenza. La selezione naturale favorisce la sopravvivenza del più adatto, che consente di trasferire le piccole variazioni ai posteri.
La teoria di Darwin si presenta come scientifica, anche se in termini strettamente scientifici non è dimostrata pienamente. Ma ha offerto uno spunto di spiegazione per l'intera realtà. La teoria di Spencer, prendendo spunto dalla teoria di Darwin, per spiegare non soltanto l'evoluzione degli esseri viventi ma l'evoluzione di tutta la realtà. Non hanno una validità unicamente scientifica, anzi è esplicativa di tutta la realtà. Con Spencer si parla infatti di Evoluzionismo filosofico.
Indistruttibilità della materia.
Movimento continuo.
Energia costante.
Questi tre fattori generano tutti i cambiamenti della realtà nei suoi diversi stadi. Come avviene? Integrazione della materia, dispersione del movimento. La realtà si evolve perché la materia si integra e il movimento di disperde. Cosa significa?
1. Passaggio dall'incoerente al coerente: passaggio di progressiva integrazione e coerentizzazione di materia.
2. Passaggio dall'eterogeneo all'omogeneo.
3. Passaggio dall'indefinito al definito: significa che ciò che è primitivo è poco caratterizzato e poi, con l'evoluzione, si ha un'ulteriore specificità e dettagliezza delle cose.
Sono tre meccanismi di passaggio che stanno alla base del processo di evoluzione. Secondo Spencer questo vale per spiegare tutto: realtà naturali, umane, storiche sociali. Questo vale per gli esseri viventi, ma vale anche per il sistema solare. Nei primi stadi di evoluzione l'uomo si organizzava in tribù ma si è evoluto attraverso la specificizzazione delle classi, delle funzioni formando la società odierna, molto più complessa.
Si può chiamare anche Positivismo evoluzionistico, che si differenzia dal positivismo sociale di Comte che prescinde dal riferimento del confronto con Darwin. Questa visione positivista evoluzionista ha avuto una ulteriore implicazione: il Darwinismo sociale. Spencer fu uno dei primi teorici di questa mentalità, che risulta ancora oggi largamente diffusa e presente all'interno dell'opinione pubblica e intellettuale. Lo stesso nazismo non può essere capito se non all'interno di questa mentalità. L'eugenetica nasce alla fine dell'800 grazie a Francis Galton, cugino e discepolo di Darwin utilizza in senso sociale darwinistico la genetica. Spencer invece si tradurrà nell'idea per cui l'Inghilterra sia la nazione più avanzato poiché il popolo inglese è dotato di caratteristiche naturali superiori. L'eugenetica si evolverà come miglioramento della specie. In loro è un'esplicazione non radicalistica.
Gli uomini si distingono e si dividono tra di loro in base alle caratteristiche createsi grazie ad un perfezionamento. Quello che per Darwin era la selezione naturale per Spencer si traduce nella lotta per la vita all'interno della società. Quelle che sono le differenze tra ricchi e poveri, tra le classi sociali vengono giustificate dalla teoria dell'evoluzione. Coloro che riescono ad adattarsi meglio alla società, così come gli esseri viventi nella natura, sono destinati ad essere migliori di altri.
Il socialdarwinismo con le sue categorie ha portato non solo al modello di società competitiva borghese capitalistica ma anche ulteriori teorizzazioni al di là di Spencer. Hanno determinato esiti storici infausti e drammatici e terrbili nei decenni e nel secolo a venire. Sono tre i concetti fondamentali: Razza, Guerra e Eugenetica. Non solo su basi filosofiche, ma anche scientifiche, viene giustificata la categoria di razza. Esistono caratteristiche genetiche raziali etniche diverse; i popoli sono caratterizzati da caratteristiche biologiche favorevoli e sfavorevoli, migliorative o recessive, adattabili e non adattabili. A livello di genetica e di biologico, e non tanto a livello culturale, si definiscono le differenze tra i tipi di uomini, addirittura tra le razze di uomini. Tutto ciò ha trovato una divulgazione e una sistematizzazione dal punto di vista scientifico tramite saggi e riviste, all’inizio del secolo scorso. Il nazismo, che trova nel razzismo uno dei suoi capisaldi fondamentali ideologici, non è una realtà che si afferma nella storia casualmente, trova degli antecedenti culturali e biologici del tutto rilevnti e del tutto significativi. Questo tipo di mentalità razzista, che il nazismo prenderà come ideologia, è da collocare all’inizio del 900 nel socialdarwinismo. Ed anche tramontato il nazismo, purtroppo, questa forma mentis, queste categorie culturali biologiche, non si è ancora estinta. Il concetto di razza e di supremazia delle razze non è più ritenuto scientifico ma unicamente ideologico, tuttavia è vero che questa forma mentis è rimasta anche dopo il nazismo. Trova oggi il suo nucleo concettuale nell’Eugenetica, la cui mentalità ha trovato un virulento sviluppo nel nazismo ma è sopravvissuto al nazismo stesso ed è ancora oggi attuale.
Eu, buono, genos, razza. Buona Razza, Buona specie. Sarà Francis Galton a introdurre questa categoria. Discepolo e cugino di Charles Darwin, fonda il termine eugenetica e la prima società di eugenetica nel 1907, che tiene il primo congresso nel 1912, a cui si trovano rappresentati di quelle nazioni più evolute in senso civile e democratico.

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