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Sensibilità romantica


La sensibilità romantica volge la sua attenzione alla ricerca dell’infinito, inteso come ciò che va oltre il limite. La ricerca dell’assoluto spinge i romantici, con un atto di “streben” (sforzo; concetto elaborato da Fichte) a dirigersi verso il mondo del metafisico, poiché ciò che si trova nel mondo fisico non riesce in qualche modo ad interessare l’uomo.

Rapporto uomo-dio

I Romantici attribuiscono molta importanza al rapporto dell’uomo con Dio. Il Dio dei Romantici è una divinità che si ascolta mediante un atto di fede, e non mediante un atto di intellezione (come già diceva Sant’Agostino, la fede spiega ciò che la ragione non riesce a spiegare). Il rapporto che l’uomo ha con Dio per i Romantici si fonda sul riconoscimento, sul sentimento e Dio diventa slancio del cuore (Jacobi). Dunque tale rapporto è diverso da quello che c'era nell'Illuminismo, in cui Dio era considerato un oggetto di ragione e ciò aveva portato alla nascita correnti filosofiche materialistiche.
La fede era vista come la via d’accesso privilegiata all’assoluto.

Ricerca assoluto

L’intellettuale romantico va alla ricerca dell’assoluto, quasi in modo spasmodico; ciò porta l’uomo a trovarsi in uno stato di irrequietudine perenne. L’assoluto, inoltre, è un concetto che non può essere spiegato rimanendo nei limiti della sensibilità umana; per questo l’uomo romantico tende a trovare altre vie d’accesso all’assoluto, come:
- l’esaltazione del sentimento;
- il culto dell’arte;
- la fede religiosa;
- la ragione dialettica.
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