Mongo95 di Mongo95
Ominide 6475 punti

La rappresentazione del reale


Il punto chiave è che nell’ambito della conoscenza comune-scientifica rappresentativa gli oggetti conosciuti non sono oggetti in sé, ma soltanto in rapporto al soggetto che li conosce. Sono rappresentazioni del soggetto. In questo senso “il mondo è mia rappresentazione”. Dire ciò non implica che il soggetto produce l’oggetto come causa della sua esistenza, ma senza un oggetto non si potrebbe mai parlare neppure di oggetto, non si avrebbe rappresentazione alcuna. Il mondo esiste indipendentemente dal soggetto, ma l’oggetto senza il soggetto non avrebbe mai alcuna rappresentazione. Ciò distanzia Schopenhauer Da Kant, ma soprattutto dall’Idealismo dell’Io che pone il non-Io. La diversità non si dà solo a questo livello, il soggetto universale che pone ogni realtà è la Volontà, che è altra dal Soggetto singolare che genera. La Volontà genera il mondo, ma non la rappresentazione di esso, che è invece frutto sì del Soggetto, che si limita a definirlo.
Schopenhauer configura la rappresentazione come conoscenza di ogni essere vivente, non solo degli uomini. La differenza è che l’animale si ferma ad una rappresentazione immediata dell’oggetto, mentre l’uomo ne ha una mediata, cioè conosce il mondo rappresentando la rappresentazione dell’oggetto, conosce attraverso i concetti, cioè rappresentazioni di rappresentazioni, sintesi di classi di rappresentazioni. Si tratta sempre però di conoscenze di superficie, oltre serve la metafisica. Domanda innescata dalla consapevolezza della morte, propria unicamente dell’uomo, che è anima metafisica. Qui si manifesta il radicale distacco da Kant, l’esigenza metafisica, che spinge la filosofia verso un versante che prima non le “competeva”.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Calendario Scolastico 2017/2018: date, esami, vacanze