jeimo di jeimo
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Schopenhauer

Schopenhauer partendo da "fenomeno e noumeno" in senso "kantiano", va a contrapporre nella sua opera il concetto di volontà (riconducibile al noumeno) e rappresentazione (riconducibile al fenomeno).

Il mondo come rappresentazione

Secondo Schopenhauer, la realtà che andiamo a produrre è tutta illusione, non si tratta della vera essenza delle cose. Perciò, l'ordine del mondo è tutta illusione. Questo concetto è chiamato il "Velo di Maya".
Schopenhauer individua le tre forme a priori kantiane "spazio", "tempo" e " causalità" come conseguenze della rappresentazione, e ancora i concetti (Esprimibili solo a parole) come rappresentazione delle rappresentazioni. Noi perciò possiamo guardare la realtà da molti punti di vista, ma non possiamo mai cogliere la verità.

Il mondo come volontà

In contrapposizione con la rappresentazione, perciò con l'illusione, vi è la volontà di vivere, di essere, forza tragica, portatrice di dolore, ma essenza della stessa realtà. Essa è unica, incorporea, irrazionale ed inconscia.
La volontà si manifesta bassa nelle forze della natura e alta negli individui umani.
Il punto di correlazione fra volontà e rappresentazione è il corpo.

Vie di liberazione dalla volontà

-arte: esperienza di conoscenza che fa muovere le idee, ma è temporanea.
-morale: impegno nei confronti del prossimo, l'individuo non si trova più contrapposto con gli altri individui, perciò non nuoce agli altri, ma li compatisce.
-ascesi: liberazione dal mondo sensibile.
La negazione della volontà è la nolontà, che deriva dal concetto orientale di "Nirvana". Perciò la morte è la fine della volontà di vivere.

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