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Rapporto costitutivo animale-essere umano


Per Schopenhauer, che comparava giustizia e amore per il prossimo, più ancora della prima è il secondo a essere mosso dalla pietas.
Rapporto tra felicità e pietà: l’infelicità è la condizione per la compassione e per la genesi della pietà, oltre che per contrastare l’ira
Nell’ambito della compassione e della pietas, tra gli esseri viventi rientrano anche gli animali. Nell’animale e nell’uomo l’essenza è la stessa, a dividerci è solo l’assenza della facoltà della conoscenza astratta (intelletto). Se dunque vi è identità essenziale, anche il dolore animale deve essere oggetto della nostra pietas. Non vi è diversità strutturale, ma solo parziale. Purtroppo anche Kant è caduto in questo errore, sulla scia di Cartesio. Ma anche il Cristianesimo e l’ebraismo, al cui primo è riconosciuto il merito dell’introduzione dell’amore del prossimo, ma è una morale senza pietà nei confronti degli animali
Ma allora, Schopenhauer usa il Cristianesimo come morale senza pietà nei confronti dell’animale, nonostante abbia introdotto il concetto dell’amore del prossimo. Questo il suo grande limite, e ciò è confermato da passi evangelici di incredibile crudeltà.
La tesi di Schopenhauer è molto chiara: chi non ama gli animali non ama nemmeno l’uomo, se viene meno la pietà per loro viene meno anche per gli uomini, perché ha la stessa radice. L’uomo crudele con gli animali non può essere un uomo buono.
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