Concetti Chiave
- La conoscenza è indolore, ma il dolore nasce dalla consapevolezza di un ostacolo e dall'inibizione della volontà.
- Il sapere ci permette di comprendere l'esistenza come intrinsecamente segnata dalla sofferenza.
- La Volontà di vita è l'essere universale, ma il conflitto con se stessa indica che l'Essere non è unitario.
- Schopenhauer suggerisce che il dissidio non risiede nella Volontà in sé, ma nelle manifestazioni individuali che si oppongono all'universalità.
- Il dolore deriva dall'opposizione tra la globalità della Volontà e le sue espressioni particolari e plurali.
La natura del dolore
La conoscenza in se stessa è sempre indolore, mentre il dolore colpisce soltanto la volontà, e deve esserci cognizione di esso. Cioè l’inibizione della volontà deve essere sempre accompagnata dalla conoscenza per essere concepita come dolore. Perché vi sia dolore dunque bisogno avere consapevolezza della realtà di un ostacolo e dell’inibizione. Solo il sapere dà la cognizione del dolore e ci fa comprendere tutta l’esistenza come segnata dalla sofferenza. Solo il sapere fornisce la dimensione ontologica di una tale situazione.
Il conflitto della volontà
Se la Volontà di vita è l’essere universale, il fondamento ontologico, al di là di tempo e spazio, come può ciò entrare in dissidio con se stesso? Se la Volontà di vita, la struttura metafisica del mondo, ci crea tanti guai, come è possibile liberarsene? Prima di tutto, proprio per la sussistenza del conflitto dovremmo riconoscere che l’Essere non è unitario. In secondo luogo, vorrebbe dire fuoriuscire da questo, quindi l’Essere non è fondamento assoluto. Sarebbero dunque due esiti aporetici. Dunque Schopenhauer in realtà alla prima domanda risponde rilevando l’inadeguatezza delle manifestazioni parziali della volontà in rapporto alla Volontà in sé e alla sua universalità. Alla globalità si oppone l’individualità volitiva, all’Uno si oppone il plurale. Dunque il dissidio che genera il dolore non è nella Volontà in sé, ma nell’opporsi dei plurali, delle manifestazioni particolari.
Domande da interrogazione
- Qual è la relazione tra conoscenza e dolore secondo il testo?
- Perché l'Essere non può essere considerato unitario secondo il testo?
La conoscenza è indolore di per sé, ma il dolore colpisce la volontà e richiede consapevolezza per essere percepito. Solo attraverso il sapere si comprende l'esistenza come segnata dalla sofferenza, fornendo una dimensione ontologica a tale situazione.
L'Essere non è unitario perché il conflitto della volontà suggerisce che l'Essere non è un fondamento assoluto. La pluralità delle manifestazioni volitive si oppone all'unità della Volontà, creando un dissidio che evidenzia la non unità dell'Essere.