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L'etica della pietà e l'ascesi

L'etica o persegue l'obiettivo di superare la lotta individualista tra gli uomini che è causa di dolore.
Essa non nasce dalla ragione bensì da sentimenti di pietà e di compassione verso il prossimo.
Non è la conoscenza a produrre l'etica ma l'esatto contrario.
L'etica sostiene quella unità tra tutti gli uomini viventi in un'unica realtà noumenica: il tormentato e il tormentatore fanno parte di un'unica realtà. L'etica si basa, per Shopenauer, sulle due virtù della giustizia che consiste nel non far male e della carità, che consiste nel fare del bene al prossimo. Ma la morale rimane sempre all'interno della vita e presuppone un attaccamento ad essa.
Secondo Shopenauer l'uomo deve perseguire una liberazione anche dalla volontà di vivere attraverso l'ascesi. La rinuncia ai piaceri, la povertà, il sacrificio , l'autoflagellazione sono e pratiche ascetiche che tendono allo stesso scopo.
La castità, libera l'uomo dalla prima manifestazione della volontà di vivere, ovvero l'impulso alla generazione. La soppressione della volontà di vivere è l'unica vera libertà per l'uomo che riconosce la volontà come cosa in sé.

Arthur Schopenhauer rifacendosi alla religione buddista conclude il percorso dell'ascesi con il nirvana, cioè il nulla considerato come negazione del mondo.

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