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L'etica nel cristianesimo

Questo processo identificativo nel dolore degli altri appare da un lato misterioso e di primo acchito problematico o impossibile, eppure non è straordinario, è un fatto quotidiano che ognuno ha vissuto molte volte.
L'amore del prossimo si declina con modalità diverse nei singoli casi e diverse situazioni. Può esprimere anche diverse virtù dell’amore del prossimo.
L’etica, la verità più facile di tutte le scienze. Andando ai due Testamenti, se la giustizia è il contenuto etico del primo, l’amore del prossimo è quello del secondo, il quale ruota attorno al celeberrimo passaggio di Giovanni 13.34: amatevi gli uni e gli altri, ripreso da Paolo nella lettera ai Romani 13.8-10, cioè a ciò tutte le virtù cristiane vi sono ricondotte. Questo è ciò che Schopenhauer salva del Cristianesimo.

Serve essere religiosi per imparare e iniziarsi a questa dimensione dell’amore del prossimo? No, in realtà la compassione è un elemento umano universale, non dipende da specifiche religioni. Quindi le affermazioni delle tradizioni religione confermano e fanno emergere una dimensione che è però già presente nell’essere umano.
Se c’è un telos, una meta e un fine della compassione e dell’amore del prossimo, esso può ben essere espresso da una preghiera indiana: “Possano tutti gli esseri viventi diventare, essere e restare liberi dal dolore”

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