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Traduzione nel mondo dell'Idea


Oggettità, traduzione in linguaggio schopenhaueriano del termine “idea”, preferita perché permette di assegnarle maggiore concretezza. Infatti “oggettità” è la traduzione nel mondo della Volontà, tutto è oggettità, quindi bisogna evitare l’equivoco di intendere la correlazione fondamentale stabilità tra volontà e corpo come mero dato psicologico, quando è invece principio di incarnazione. In un singolo si incarna un principio universale. Tutto ciò che esiste è oggettità della Volontà. Nel singolo la Volontà si oggettiva, e tale oggettivazione costituisce l’oggettità della Volontà in una dimensione particolare. L’oggettivarsi della Volontà avviene in modalità e gradi diversi. Dalla natura inorganica a quella organica, dalle forma più basse alle forme più elevate. È qui che si traduce il termine idea, perché tali gradi diversi di oggettivarsi costituiscono le idee, i modelli, gli archetipi. Che rinviano tutti alla struttura ontologica originaria, all’essere uno. . Tutti oggettità della Volontà, abbiamo però tutti dimensione auto-confermativa, che implica dimensione conflittuale ma la Volontà non è affatto toccata da queste dinamiche, perché sono soltanto modi del suo oggettivarsi. Una e identica è la Volontà che si manifesta. I gradi di oggettivazione, le idee, sono collegamento tra gli enti e la Volontà. I primi quindi sono solo un suo manifestarsi mediato da archetipi. Il singolo è dunque l’obiettivarsi particolare di un obiettivarsi generale. La Volontà che si oggettiva in idea e l’idea che si oggettiva nell’ente.
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