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Estetica, etica e ascesi


La vita è un inferno. Come si vede Schopenhauer ha cercato per amore di tesi di portare ogni argomento al suo mulino, non preoccupandosi di dimostrare ma piuttosto affermare la propria concezione di universale dolore. Appunto la vita è un inferno, siamo esposti perennemente a sofferenze. Ciò spiega la fuga nelle religioni e la visione della vita illusoria e liberazione.
L’ottimismo è assurdo, non solo, ma anche stupido ed empio, prende in giro le sofferenze dell’umanità. L’uomo davvero coerente ha solo pessimismo radicale. Ciò si trova anche nei Vangeli, dove mondo e male sono presi come sinonimi.
Utilità del dolore. In generale, in modo accidentale, esso funge da zavorra funzionale ad evitare gli eccessi. Tremendi dolore a cui è esposto il nostro corpo non potrebbero essere che se noi in questo corpo non fossimo qualcosa che non dovrebbe essere. Il carico del dolore è utile a tutti. Perché soltanto il dolore permette il distacco dal mondo, solo il dolore eleva al di sopra di se stessi.
Queste sono le condizioni di base per poter affrontare la terapia al dolore offerta e teorizzata da Schopenhauer, cioè il trifarmaco composto di tre momenti successivi e di progressivo allontanamento (mai definitivo) dalla sofferenza del vivere umano: terapia estetica, etica e ascetica.
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