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Schopenhauer: arte, etica, ascesi


- arte: è la strada meno efficace; colloca l’uomo nell’esperienza estetica. Per Schopenhauer questa esperienza è fonte di conoscenza, ci mette in relazione con le idee. L’uomo ha la possibilità di produrre idee, cioè le forme concettuali che sono svincolate dai singoli e fenomenici aspetti della realtà.
L’arte fa guardare al mondo con uno sguardo universale che ci stacca dalla realtà e quindi dalla volontà. Le uniche forme di arte sono la tragedia e la musica, definita metafisica in suoni.
- etica: è più duratura dell’arte. L’etica riguarda l’agire umano; il cuore dell’atteggiamento etico è la compassione (dal latino cum spazio: soffrire insieme). È la condizione che porta l’uomo ad uscire dalla sua individualità e a capire che ogni altro essere umano vive quello che sta vivendo lui stesso. Porta gli uomini a sospendere le loro conflittualità, egoismo ed individualismo per aprire al dialogo e limitare la continua sopraffazione. Questo atteggiamento però non sopprime totalmente la volontà.
- ascesi: è la tecnica per eliminare il rapporto con la volontà. Consiste nella capacità di mortificare in modo sistematico i bisogni materiali e sensibili fino a saper vivere senza sentirne più il bisogno. I bisogni da mortificare sono castità, digiuno, povertà, sacrificio e rinuncia. Il punto di arrivo è il distacco completo dal volere la vita.
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