Arthur Schopenhauer è nato a Danzica da una famiglia di ricchi commercianti e ha avuto un'educazione di primo ordine. Alla morte del padre, probabilmente suicida, avvenuta nel 1805 si trasferì con la madre nella città di Weimar. Johanna Schopenauer era una scrittrice, amante della vita mondana e organizzatrice di salotti letterari. Ciò permise a Schopenauer di frequentare importanti intellettuali (fra cui ad esempio Goethe) e ambienti raffinati e alla moda. Egli, tuttavia, non condivise ma l'entusiasmo della madre per la vita in società e con il trascorrere degli anni si risolse a giudicarlo sempre più severamente. L'eredità paterna consentì a Schopenauer di dedicarsi allo studio dei classici latini e greci e, in seguito, delle filosofie orientali. Nel 1809 si scrisse alla facoltà di medicina di Gottinga, per passare tre anni dopo allo studio della filosofia presso l'Università di Berlino, dove frequentò le lezioni di Fichte. Fu in quell'occasione che si radicò in lui un profondo atteggiamento di ostilità nei confronti dei filosofi idealisti: Schopenauer giunse a definire Hegel, Fichte e Schelling, ovvero i rappresentanti dell'idealismo classico tedesco "i tre ciarlatani". Nel 1813 si laureò con una tesi dal titolo "Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente" e nel 1816 compose "Sulla vista e sui colori". I temi trattati in questi due scritti confluirono nella sua opera maggiore, "Il mondo come volontà e rappresentazione", pubblicata a Dresda nel 1819. Essa non fu accolta né positivamente né negativamente: semplicemente nessuno si accorse della sua pubblicazione e la prima edizione finì quasi tutta al macero.

Il mondo come volontà e rappresentazione fu conosciuto e apprezzato solo nel 1849 quando addirittura ne furono esaurite e due edizioni.
Nel 1825 Schopenhauer ottenne la libera docenza a Berlino. Le sue lezioni si tenevano contemporaneamente a quelle di Hegel, sembra per un preciso desiderio di Schopenauer di 'disturbare' il suo più celebre collega del quale non aveva nessuna stima; gli studenti tuttavia continuarono a preferire le lezioni di Hegel. Nel 1831 Schopenauer decise di abbandonare definitivamente l'attività didattica. Trasferitosi a Francoforte sul Meno, si dedicò a una nuova edizione del mondo e all'elaborazione di altre opere: Sulla volontà della natura (del 1836), Sulla libertà del volere (1839), Sul fondamento della morale (1840), e Parerga e paralipomena (1851). Grazie a quest'ultima opera, una raccolta di scritti di filosofia, di letteratura e diritta, Schopenauer acquisì soprattutto presso alcuni giovani intellettuali tedeschi la notorietà che fino a questo momento non aveva ancora avuto. Morì in seguito a una polmonite e 1860.

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