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Schopenauer nutre profondo disprezzo verso Hegel e la sua filosofia idealistica. Questa infatti non è al servizio della verità, piuttosto al servizio di interessi volgari quali il potere.
Essa giustifica quelle verità e quelle concezioni che tornano utili alla Chiesa e al potere.
Per questo motivo disprezza la divinizzazione dello stato da parte di Hegel, definito da Schopenhauer come "sicario della verità".
Il filosofo tedesco sente il bisogno di una filosofia libera dai vincoli dello stato, della religione e delle convenzioni.
Caratteristica importante di Schopenauer fu la sua solitudine intellettuale.
Nella sua giovinezza Arthur Schopenauer viaggiò molto e poté constatare il clima instabile presente in tutta l'Europa.
Queste esperienze negative segnarono la sua giovinezza e le sue opere avevano un carattere marcatamente pessimistico e anti-idealistico.
Il filosofo si scontrava con la mentalità borghese, le sue opere non ebbero grande successo presso i contemporanei (vennero rivalutate solo dopo la sua morte) e questo contribuì alla sua solitudine intellettuale che lo spinse sempre più ad isolarsi nei suoi studi.

I temi della morte e della solitudine incontreranno un grande successo nell'Europa prima della Guerra mondiale.

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