Schelling

Critica di Schelling a Fichte

Schelling non ha saputo interpretare Fichte, per lui il “non io” di Fichte non è allo stesso livello dell'”io”.Si pensa che Fichte abbia decurtato la natura volendo uguagliare il “non io” all'”io”. La natura per cui ha la stessa dignità dello spirito e l'oggetto del soggetto. Schelling ha interpretato i concetti di Fichte in modo cronologico; la sua filosofia verrà detta estetica. É un idealismo deciso, che difinisce più completo.
Per Schelling bisogna esaminare la realtà in tutti i suoi aspetti, i momenti, di esso, sono cronologici.
Per Fichte la natura è uno strumento di cui l'uomo si seve, la sua concezione morfica, la natura (c'è la precedenza cronologica). Schelling vorrebbe proporre un idealismo meno parziale ed equilibrato in confronto a quello di Fichte. Dobbiamo partire dal concetto di assoluto, (natura – spirito) il suo idealismo è più completo e riconosce l'orientamento dogmatico di cui si serve per risolvere molti problemi. L”io” e il “non io” sono momenti cronologici dello sviluppo della realtà.

Momenti in cui si sviluppa la realtà (cronologici, l'assoluto o la realtà prima si manifesta con la natura poi con lo spirito). Si dice che la scienza antica fosse meno cieca e superficiale di quella moderna, sotto la superficie della natura nasconde l'opposto, apparentemente la natura appare come il segno del determinismo, alla fisica (esame di tutti gli aspetti deterministici) ritiene di poter opporre una fisica speculativa delle forze. Ogni fenomeno della realtà si basa sull'opposto dell'altro. es. la vita si contrappone alla morte.

Momento Spiritualista

Il gigante ha spezzato ormai le catene.

1) Spirito teoretico, 2) pratico, 3) estetico

1) Attività conoscitiva, attività teoretica, l'uomo cerca, si propone di adeguarsi alla realtà.
2) Adeguare la realtà all'uomo. Attività pratica.
3) L'arte, il musicista, il pittore, attività affettiva.
Sia 1 che 2 non si realizzano perché dicono che il soggetto è staccato dall'oggetto che l'uomo e la natura sono distaccate. Partendo da un presupposto dualistico non si può né realizzare una conoscenza perfetta del mondo e né si può adeguare la realtà a noi. Bisogna partire da una concezione monistica, natura e spirito non sono diverse, sono la stessa cosa in momenti diversi. Non bisogna ragionare, bisogna intuire questo spirito interno. es. lavoro dell'artista ha due momenti: ispirazione, e poi deve comunicare questa ispirazione. Per esempio se Gaugain che deve per forza andarsene, abbandona tutti e se ne va su un' isola, ma lui non se ne rende conto e non si può opporre. Agisce senza sapere perché, ma se ne deve andare (momento naturalistico).

Incosciente e determinato e, cosciente e libero. Soltanto a livello estetico si realizza il problema teorico – pratico. Solo l'artista sa che questi due momenti non sono diversi sono la stessa cosa. Intuiamo che cos'è qual'è la realtà e dunque la mettiamo in pratica (Gaugain). L'arte e l'organo supremo della filosofia. es. Il girino non è diverso dalla rana, sono due momenti diversi dello stesso essere, come il bruco e la farfalla il bruco ha già in sé la farfalla. Solo nel momento estetico il gigante si libererà dalle catene.

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