Schelling

Nasce a Leonberg nel 1775.
Studia a Tubinga in una scuola di preparazione per futuri membri dell’alto clero, sarà proprio da qui che nascerà l’influenza religiosa nel suo pensiero filosofico negli scritti giovanili. In questo periodo fa conoscenza con Holderlin e Hegel.
Studia scienze naturali e matematica a Lipsia, studia anche a Jena dove ascolta lezioni di Fichte.
E’ proprio a Jena (dal 1798) che vive gli anni più fecondi della sua ricerca e vita filosofica, soprattutto per i contatti romantici avuti con Schlegel e Novalis.
Insegna poi a Wurzburg dove rimane fino al 1806 quando fu cacciato per motivi politici dall’università essendo di fede protestante.
Si reca allora a Monaco dove diventa segretario dell’Accademia delle belle arti e in seguito dell’Accademia delle scienze (sarà proprio questo grande periodo di interesse e ispirazione psicologica per l’avvicinamento a nuovi saperi scientifici e artistici)

In questo periodo rompe l’amicizia con Hegel e successivamente venne isolato dal clima culturale del posto.
Tornò all’insegnamento nel 1820 a Erlangen ma già nel 1827 torna all’università di Monaco fino al 1841.
Fu chiamato proprio in quell’anno a prendere il posto di cattedra lasciato da Hegel a Berlino iniziando a perseguitare le teorie anti-hegeliane che iniziavano a nascere in Germania. Nel 1847 smette di tenere corsi pubblici e muore nel 1854 in Svizzera.
Gli interessi principali di Schelling erano legati all’ambiente della natura e dell’arte in seguito al problema metafisico-religioso. La sua idea era situata tra il soggettivismo assoluto di Fichte e il razionalismo assoluto di Hegel, ha cercato di trovare una soluzione mediatica tra le due idee dove il principio di infinità era comune ma serviva porre un’oggettività capace di adattare l’ideologia sia al mondo della natura che a quello dell’arte.
In un secondo tempo dopo la svolta religiosa prese ancor più le distanze dai presupposti dell’hegelismo per arrivare a un nuovo tipo di filosofia.
Lo sviluppo del pensiero filosofico di Schelling è complesso, sono state trovate alcune fasi distinte:
1. Primo momento fichtiano (1795-1796)
2. Filosofia della natura (1797-1799)
3. Idealismo trascendentale (1800)
4. Filosofia dell’identità (1801-1804)
5. Periodo della filosofia della libertà
6. Fase della filosofia positiva e della filosofia della religione

Assoluto come indifferenza di spirito e natura: le critiche a Fichte

Nella sua filosofia Fichte afferma l’infinito come attività assoluta e libera creatrice che spiga l’Io e il non-Io, la filosofia di Kant invece era una filosofia del finito che si muoveva nell’Illuminismo. Fichte era più per una filosofia dell’infinito dentro e fuori l’uomo aprendo così l’era del Romanticismo.
La filosofia di Fichte, per Schelling e gli altri romantici, era una nuova filosofia e questi filosofi presero spunto per ampliarla e proseguirla.
Schelling di fatto vuole volgere a interessi di tipo naturalistico ed estetico, cerca quindi di unire gli ideali di infinità in un assoluto che non è riducibile né al soggetto né all’oggetto essendo entrambi gli uni i fondamenti dell’altro.
Si accorge infatti che la pura e sola soggettività elaborata da Fichte non poteva spiegare l’origine dell’intelligenza dell’Io, il principio supremo doveva essere un insieme di soggetto e oggetto, ragione e natura.
Fichte si rivolge alla natura solamente per porla come teatro necessario all’azione morale dell’Io, Schelling si oppone a tale idea non volendo classificare la natura come scopo secondario posto dall’io (stesso discorso vale per l’arte) e pone quindi la natura come razionalità e vita con valore in se stessa. E’ il principio autonomo di se stessa che sa spiegare i suoi aspetti.
L’assoluto di Schelling è la coniugazione simultanea di soggetto e oggetto.
La natura è quindi definita come valore autonomo e tesi dell’assoluto come identità di natura e spirito, per Schelling due sono le possibili strade da intraprendere per tale ricerca filosofica:
1. La filosofia della natura, dove la natura si risolve nello spirito
2. La filosofia trascendentale dove lo spirito si risolve nella natura

La natura, non essendo puramente natura, non essendo quindi pura oggettività e lo spirito, non essendo puramente tale, non essendo quindi puramente soggettivo, pone la necessità di percorrere una strada che porti l’uno all’altro e viceversa in quanto non ne esiste una, data la formazione di entrambi, che non possa fare in modo diverso.

La filosofia della natura

La visione della filosofia della natura di Schelling è prettamente romantica e prende spunto dalla “Critica del giudizio” di Kant (per quanto riguarda la finalità degli esseri viventi) e dai fondamenti dell’intera dottrina della scienza di Fichte (per i temi legati alla scienza dell’epoca) Schelling infatti durante il periodo trascorso come segretario all’Accademia delle scienze si interessa alla chimica, all’elettricità e al magnetismo, scienze in quell’epoca di nuovo sviluppo e grande interesse.
La filosofia sviluppata da Schelling nasce dal rifiuto dei due modelli tradizionalisti legati alla natura:
1. meccanicistico-scientifico, che si trova in difficoltà nello spiegare gli organismi viventi per un fattore di movimento e causa.
2. finalistico-teologico, che ricorre all’intervento divino per compromettere l’autonomia degli eventi naturali.
Schelling quindi pone di base una sua visione con il modello organicistico finalistico e immanentistico:
• Ogni parte ha un senso solo se in relazione al tutto (organicistico)
• L’universo non si riduce a una miracolosa opera divina dato che le forze sono legate al meccanicismo nonché finalità superiore che non deriva da interventi esterni (immanentistico)
La natura per Schelling si organizza da sola, con tale definizione pone uno scopo e un ordine che essa segue. Pone così l’idea di spirito o entità inconscia che definisce “forza organizzatrice” o “anima del mondo” precisando che questa unisce la natura universale e crea contiguità nel mondo organico.

Essendo spirito, la natura, risponde agli stessi caratteri di fondo che Fichte aveva posto nell’Io e diventa così attività spontanea e creatrice che esplica la serie infinita di creature.
Così come l’Io Fichtiano non poteva non porre una negazione a se (il non-Io) anche la natura di Schelling si vede costretta a polarizzarsi con due principi di base: l’attrazione e la repulsione.
Ogni fenomeno così è effetto di forza che è tale se limitata e condizionata dalla forza ad essa opposta essendo che un prodotto naturale si origina da un’azione e da una reazione e la natura agisce su queste forze opposte.
Se tale lotta la si abbina al prodotto e alle sue reazioni sono possibili tre casi:
1. I corpi non violenti in equilibrio data la neutralità delle forze
2. Il fenomeno chimico, quando questo equilibrio è rotto
3. La vita, quando l’equilibrio non è ristabilito e la lotta tra opposti è permanente
Le manifestazioni universali si concretizzano nella polarità tra attrazione e repulsione legate tra loro, e spiegate, dai fenomeni del magnetismo, della chimica e dell’elettricità.
1. Il magnetismo segnala la coesione grazie alla quale le parti dell’universo entrano in relazione e gravitano tra loro
2. L’elettricità e la polarità dialettica che pone il mondo come sede di forze opposte coesistenti e necessarie le une alle altre
3. Il chimismo è la risposta alla costante metamorfosi dei corpi che pone l’universo come creatore di svariate realtà
Per ricostruire la storia dell’universo Schelling pone tre diverse potenze:
1. Mondo inorganico
2. Luce, che rende la natura visibile
3. Mondo organico, che pone la sensibilità dell’autocoscienza
La natura complessivamente è inconsciamente portato ad andare verso la coscienza e questo processo è denominato smaterializzazione della materia e progressivo emergere dello spirito.
L’odissea dello spirito lo porterà poi ad arriva all’uomo.
La filosofia della natura è da porre come fisica speculativa, o a priori, con tale definizione vuole porre la natura come elemento a sé rispetto all’esperienza.
La fisica a priori mostra ogni fenomeno naturale che faccia partire dall’esperienza una totalità organica da cui essa deriva e in cui vi si colloca.
La fisica di Schelling non è quindi una deduzione a tavolino, bensì, è uno sforzo di tradurre il tutto a priori organizzando così sistematicamente secondo le necessità i prodotti dell’esperienza in scienza.
Questa idea di Schelling non è stata criticata solamente dagli scienziati per la sua visione romanzata, ha provocato anche dei lati positivi, come: uno stimolo per la gioventù tedesca per i fenomeni naturali meno conosciuti, mostrando i limiti del meccanicismo tradizionale studiato in schemi più appropriati. Una mentalità evoluzionistica in ogni lato.
Schelling, nonostante la sua visione della natura come piramidale, non è definibile come evoluzionista in quanto ciò a cui allude per l’universo non è altro che un momento ideale dove la natura e l’uomo sono due momenti ideali nell’unità originaria da sempre posto come natura e uomo insieme.
L’idea di una finalità immanente alla natura è il concetto di un fine inconscio interno ai fenomeni naturali senza che questi vengano programmati in vista di uno scopo.

La teoria dell'arte

Nella filosofia pratica e teoretica della natura in relazione allo spirito è subalterna a quella tra soggetto e oggetto pur sempre posti come due poli distinti.
L’unità tra spirito e natura, secondo Schelling, consiste nel rintracciare un’attività dove si armonizzano in attività che si manifestano immediatamente con tappa finale. L’attività in grado di soddisfare questi punto è l’arte.
Arte definitiva come scienza superiore anche alla filosofia in quanto rivelatrice dell’Assoluto. L’artista si rivela come essere preso da una forza d’ispirazione inconsapevole che lo ispira facendo della sua opera una sintesi di un momento inconscio e spontaneo posto nell’immediato. L’arte è momento di produzione spirituale della natura o la produzione della natura in modo spirituale.
L’Assoluto è quindi un artista cosmico che genera inconsapevolmente e consapevolmente allo stesso tempo ponendosi come forza infinita che produce figure finite. L’artista umano è quindi l’oggetto che incarna e concretizza questo modo di essere dell’Assoluto. Nella creazione estetica si ripete il mistero della creazione del mondo da parte dell’Assoluto.
L’arte ha così significato universale ed è visto come forma originaria e suprema dell’uomo. E’ l’Assoluto e la radice di ogni realtà, è la più significativa espressione filosofica, l’idealismo di Schelling diventa estetico e oggettivo.

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