Schelling - pensiero filosofico

(Non io coincide con io)

Schelling va oltre il pensiero di Fichte eliminando la contrapposizione tra soggetto e oggetto. Se Fichte e Hegel affermavano la priorità dello spirito sulla natura, schelling tende a vedere nella natura l'espressione della stesso infinito. Egli afferma che esiste soltanto l'assoluto e l'io (spirito) e il non io (natura) ne sono parte. La natura, materia brutta secondo Fichte, è concepita da Schelling come produttività infinita, viva, animata, feconda, unità vivente che si manifesta con forze dinamiche.

Mentre lo spirito è comunque parte dell'infinito, poiché manifesta in sé i suoi caratteri originali (natura) e si presenta come libertà originaria. Schelling elimina il limite posto dalla realtà e afferma che TUTTO è pensiero. TUTTO è assoluto. Un assoluto statico, diverso da quello di Hegel.

Schelling afferma che la natura (fase inconscia), assoluto che non sa di essere tale, e lo spirito (fase conscia) sono parti dell'assoluto: provengono da una stessa realtà e quindi sono aspetti del 'tutto'.


Anche se la natura è definita come fase inconscia, essa possiede uno sviluppo che procede verso lo spirito poiché si esprime in una moltitudine di forme diverse: dalla natura inanimata e non intelligente, per gradi, a esseri con una struttura più complessa e intelligente, fino ad arrivare all'uomo, spirito, intelligenza consapevole di sé.

Dunque vale l'esempio: la pietra è già spirito in potenza e noi siamo ancora natura.

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