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Filosofia della natura e dello spirito in Schelling


Nel pensiero di Schelling è presente sia una filosofia della natura (che studia la natura come spirito visibile) sia una filosofia dello spirito (che studia lo spirito come natura invisibile). L’assoluto in Schelling assume, infatti, due dimensioni: la dimensione della natura e la dimensione dello spirito. Secondo il filosofo la natura è spirito visibile che si manifesta attraverso le fasi, o forme, della natura, mentre lo spirito è natura invisibile (esso cioè non si manifesta direttamente ma rimane “imploso” nelle logiche della natura). Dunque, secondo il pensiero filosofico di Schelling, mentre la natura può essere vista dall’uomo, lo spirito non si mostra all’uomo, poiché è l’essere inconsapevole dell’uomo. Quest’essere diventa consapevole attraverso le forme della natura, in un processo che ha carattere piramidale-organicistico (la natura è vista cioè come un grande organismo). Secondo Schelling dapprima lo spirito si afferma nelle forme inanimate, come ad esempio le pietre, poi negli esseri vegetali, negli esseri animali e, infine, nell’uomo che è l’essere in cui lo spirito acquisisce maggiore consapevolezza, diventando spirito manifesto. La natura dunque in Schelling è vista come il progressivo emergere dello spirito , poiché essa è caratterizzata da un insieme di esseri viventi e non viventi attraversi cui lo spirito trova manifestazione (teofania = apparizione del divino).
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