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Razionalismo Classico

Corrente filosofica del 1600, cui massimo esponente è Cartesio, in particolar modo le sue teorie nel Discorso sul metodo. Partendo da modelli di riferimento come la rigida geometria euclidea (da pochi principi si ricavano tante deduzioni), molti altri esponenti hanno proseguito: Spinoza, Leibnitz. I temi centrali sono:
1. La centralità della ragione
2. Le idee innate dalle quali, attraverso il metodo deduttivo, si deduce la conoscenza

Empirismo Inglese

Si basa sul concetto opposto razionalismo: l’uomo alla nascita è come un foglio bianco sul quale vengono impresse le conoscenze derivate dall’esperienza ed elaborate dalla ragione. Modello di riferimento è quello sperimentale- induttivo (continuato da Newton). Maggiori esponenti sono Locke, Beckley, Hume.

Locke

Filosofo inglese del 1600, inquadrabile durante la rivoluzione inglese.
“Saggio sulla conoscenza umana”
La ragione non è il fondamento della conoscenza: l’uomo infatti quando nasce è un foglio bianco sul qual si imprime la conoscenza, derivata dall’esperienza (sensi ed educazione).
Dall’esperienza si formano due tipi di idee semplici, che sono le più affidabili per la conoscenza in quanto derivano direttamente dai sensi:
1. Idee di sensazione: non controllate dalla mente ma provenienti da esperienze esterne (caldo, dolce)
2. Idee di riflessione: legate a stati di percezione interna (paura, odio, amore)
Tali idee semplici vengono poi riunite in idee complesse grazie all’intervento della ragione/memoria che le combina. Le idee complesse non ci provengono quindi dall’esperienza diretta e per questo non corrispondono alla verità:
1. Idee di modo: bellezza, coraggio che devono essere riferite a soggetti specifici
2. Idee di sostanza: combinazioni di idee semplici che identificano un oggetto (o sostanza) preciso (es: albero, casa)
3. Idee di relazione: collega diversi tipi di idee (padre-figlio, causa-effetto)
Le ultime due idee hanno un valore universale in quanto condivise da tutti gli uomini
1. Io: idea percepita per via intuitiva
2. Dio: idea percepita per via dimostrativa

“Lettera sulla tolleranza”

Il suo pensiero politico era di tipo liberale; crede fermamente nei diritti inalienabili dell’uomo, diritto di ribellione, e nella divisione dei poteri esecutivo e legislativo.
Nella lettera sulla tolleranza analizza invece il suo pensiero religioso denunciando in primo luogo la violenza che accompagna il confronto religioso. La religione, infatti, è una scelta libera e non può essere imposto con la violenza.
Sottolinea il fatto che in una società civile Chiesa e Stato devono essere due poteri divisi. La prima deve occuparsi della spiritualità mentre la seconda del rispetto dei diritti dei cittadini.
La chiesa, in particolare, ha il compito di diffondere i valori evangelici che lei in primis deve praticare condannando, quindi, l’uso della forza e della tortura.

Hume

Uno dei massimi esponenti dell’empirismo inglese del 1700. Fa uso della fisica Newtoniana, che ha avuto grandi successi scientifici, anche in campo filosofico, finora avvolto da problemi irrisolti.
Problema della conoscenza. La conoscenza si ha attraverso idee semplici, quali:
1. Impressioni: percezioni immediate che si hanno durante un’esperienza
2. Idee: ricordo sbiadito di un’impressione
Esistono anche le idee complesse, cioè l’associazione di più idee semplici.
Per arrivare alla conoscenza l’uomo deve analizzare le idee e ricondurle alle impressioni: se ciò è fattibile allora l’idea è affidabile, altrimenti è inaffidabile. Es: Se i libri trattano di cose pragmatiche allora sono affidabili; se trattano di metafisica (Dio) sono inaffidabili perché non è riconducibile a impressioni. Quindi, le uniche forme di realtà affidabile sono le percezioni e la matematica (essendo fondata su principi rigorosi).
La conoscenza però si basa anche sull’abitudine (associazioni di idee di cui ci serviamo ogni volta) e questa però non è sempre vera.
Questo modo di pensare, però, porta allo scetticismo (ateismo o contingentismo).
I temi su cui ragiona sono:
1. Concetto di causa: il mondo non è regolato da principi di causa-effetto ma su un rapporto di continuità temporale
2. Concetto di sostanza: radicalizzando Locke arriva a dire che la sostanza è inconoscibile e inesistente
3. Concetto di io: esiste solo in relazione ai sensi per cui durante il sonno o quando siamo morti l’io, che non prova sensazioni, si dissolve.


Rousseau

Raggiunge la notorietà grazie al “Discorso sulle scienze e sulle arti” che vince il primo premio in un concorso indetto da un’accademia illuminista, nonostante i suoi concetti anti-illuministi.
L’anno dopo vince un altro concorso con il “Discorso sull’origine della disuguaglianza tra gli uomini” nel quale illustra la teoria del buon selvaggio: l’uomo nello stato di natura ha la sola necessità di soddisfare i bisogni primari; la decadenza ha inizio quando viene introdotto il lavoro e la proprietà privata che non portano quindi ad un progresso.
I suoi capolavori, fortemente criticati dai philosophes, sono:
1. “La nuova Eloisa”: tratta il tema del matrimonio affermando che deve nascere da amore vero e no combinato
2. “L’Emilio”: tratta il tema della pedagogia in termini molto moderni
3. “Il contratto sociale”: opera politica di stampo democratico

“Il contratto sociale”

Lo stato di natura, inteso come libertà, uguaglianza e felicità, non è più riproponibile; ciò che si può ancora fare è lavorare sulla società attuale cercando di recuperarne i valori dei predecessori. Secondo Rousseau l’uguaglianza e la giustizia si otterrebbero solo se i singoli egoismi fossero repressi in favore di una volontà generale (collettiva). La sovranità è quindi affidata al popolo che la esercita in prima persona (democrazia diretta).

“L’Emilio”

Perché il pensiero politico sia attuabile è necessario un cambiamento interiore che parte dall’educazione infantile. Emilio è un bambino “ideale” preso a modello e seguito durante le varie fasi della crescita come fosse un esperimento.
0-3 anni: fondamentale la presenza di una famiglia, il ruolo importantissimo della madre è di allattare al seno il neonato e non affidarlo ad una balia (come comunemente si faceva) creando problemi affettivi e di salute.
3-12: il bambino deve crescere in campagna attraverso un’educazione negativa, cioè costanti esperienze dirette. In questo modo rafforza la salute, instaura un rapporto con la natura e si allontana dalla società ingiusta. Attraverso le esperienze, che devono essere organizzate e dirette da un precettore, vengono stimolate la libertà e la curiosità da cui scaturisce spontaneamente l’interesse per la lettura e la scrittura.
12-18: inizia la formazione più strutturata che parte sempre da esperienze fino ad arrivare all’astrazione.
18+ : dopo 2 anni passati all’estero per completare la sua formazione il ragazzo è pronto per sposarsi e formare a sua volta una famiglia.
Anche le donne avevano un’educazione ma prettamente casalingo che dava loro le basi per essere brave mogli e madri.

Kant

Piuttosto che fondare una nuova filosofia si basa su quelle che lo hanno preceduto analizzandone i diversi aspetti e prendendo da esse le parti migliori:
-razionalismo: (rischio di dogmatismo) prende l’esistenza di strutture mentali
- empirismo: (rischio di scetticismo) prende l’importanza dell’esperienza

1. Che cosa posso conoscere? “Critica della ragion pura”
- bisogna sottoporre la ragione al vaglio del “tribunale della ragione” così da individuare limiti e possibilità della ragione: metafora dell’isola -> la ragione è applicabile solo al mondo sensibile (fenomeno, ciò che appare) e non è assoluta
-attua una “rivoluzione copernicana” della conoscenza per cui non studia l’oggetto ma come il soggetto conosce l’oggetto attraverso i sensi (partecipazione attiva) -> trascendentalismo
- i dati sensibili vengono subito organizzati dall’io in strutture mentali a priori di spazio-tempo (estetica trascendentale) e poi l’intelletto le mette in relazione secondo le 12 categorie a priori (analitica trascendentale)
-teoria dei giudizi
- Giudizio analitico a priori (razionalisti) “Tutti i corpi sono estesi”: universale ma poco produttivo

- Giudizio sintetico a posteriori (empiristi) “I corpi sono pesanti”: produttivo ma non universale
- Giudizio sintetico a priori (matematici) “7+5= 12”: produttivo e universale

2. Che cosa posso sperare?
-per quanto riguarda il piano metafisico (noumeno, ciò che immagino), che da sempre l’uomo tende a conoscere, Kant dice che è impossibile dare una spiegazione razionale e ci si può solo augurare che esista -> filosofia del limite
-io: esiste in quanto essere che mette in relazione le informazioni (apercezione trascendentale)
-Dio: è diverso pensare che esista ed esistere (S. Anselmo)
-mondo: non si può conoscere nella sua complessità ma solo in singoli aspetti (metafora dell’isola)
-per questo motivo anche la religione non è spiegabile razionalmente e quindi l’uomo è libero di accettarla o meno (tollerante e pacifista)

3. Che cosa devo fare? “Critica della ragion pratica”
- un’azione morale è tale solo se libera (per libera di intende disinteressata, che non tiene conto di eventuali pene o ricompense, soprattutto in ambito religioso: inferno, paradiso)
-la morale di Kant è razionale e logica e per questo universale, chiamata anche imperativo categorico:
“Agisci in modo che la massima che ti ispira possa valere come legge universale”
“Agisci in modo da considerare l’umanità che è in te e nell’altro come un fine e non un mezzo” (contro le guerre che massacrano l’umanità)
“Agisci in modo da considerare la volontà di ogni essere come una volontà legislatrice in senso universale” (i primi due principi devono essere riadattati alla società con cui ci si rapporta).

“La pace perpetua”
È una proposta concreta, sulla base dei suo principi morali, per portare la pace tra le Nazioni europee: creare una federazione di Stati che cooperino per placare i contrasti e garantiscano il cosmopolitismo (alla base dell’ONU e dell’UE).
“Critica del giudizio”
Anticipa temi ripresi dai romantici: -sublime è qualcosa al tempo stesso attraente e inquietante
-genio è colui che opera d’istinto e con originalità

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