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Il Positivismo è il tentativo di rispondere alla crisi storica della società e della cultura europee dopo la Rivoluzione francese. Esso si pone come critica della cultura della Restaurazione, come ricerca di una politica fondata sull’innovazione tecnico-scientifica e capace di garantire progresso e ordine sociale. E espressione di una laicizzazione della società.
Il Positivismo si basa su alcune idee di fondo:
a. il sapere scientifico è concreto e fecondo di risultati;
b. ci può essere una nuova divisione del lavoro fra scienza e filosofia;
c. scienza e tecnica sono strumenti per la riorganizzazione della società.

La scienza guarda ai fatti e alle relazioni fra i fatti, cioè alle leggi, e si sottopone a verifica empirica. Ne consegue una critica della metafisica, della quale viene proclamato il definitivo superamento. Con la sociologia, il Positivismo mira, inoltre, a costruire una scienza globale della società.

Secondo Comte, è urgente un’opera di riorganizzazione della società, perché, dopo la Rivoluzione francese, in Occidente è subentrato un periodo di anarchia morale e intellettuale. Nello spazio vuoto lasciato dal crollo dell’ancien régime, egli vuole porre l’edificio della scienza.

Alla filosofia è attribuito il compito di indicare il senso e l’evoluzione del sapere, in una vera e propria filosofia della storia.
Il principio regolatore dello sviluppo dell’umanità è costituito dalla legge dei tre stadi, in base alla quale ogni campo del sapere è passato -nella storia della cultura e delle società umane - attraverso tre stadi teorici: lo stadio teologico, lo stadio metafisico e lo stadio positivo, a seconda che i processi della natura siano stati considerati come il prodotto di agenti sovrannaturali, di entità o forze astratte, dileggi invariabili che collegano fra loro i fatti. Compito della scienza è individuare un esiguo gruppo dileggi invariabili con cui sia possibile spiegare i fenomeni naturali fondamentali.

La filosofia deve comprendere il significato unitario dello sviluppo delle diverse scienze e contribuire, così, a promuovere tale sviluppo.
Vi sono cinque scienze principali: astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia. La matematica è la base dell’intero sistema delle scienze. Il criterio di classificazione delle scienze è quello della semplicità decrescente e della complessità crescente. Mancano la logica e la psicologia: la prima non può essere considerata una disciplina a sé; la seconda rientra nella fisiologia e nella sociologia. La sociologia viene posta al culmine del sistema delle scienze, ma deve ancora costituirsi come compiuta scienza della società. Si distingue in statica e in dinamica sociale, cioè in teoria dell’ordine e del progresso sociali.
Comte sottolinea, inoltre, l’importanza della morale, facendone il settimo grado del sistema delle scienze. Ma per la riorganizzazione della società ritiene necessario passare dalla morale celeste alla morale terrena, o morale industriale. Se la politica diviene una scienza, non può più esser separata dalla morale, poiché non dovrebbe esser più un semplice esercizio del potere, nell’interesse del più forte, e la morale non dovrebbe più porsi, quindi, come un’istanza superiore volta a temperare il regime della forza.

Nell’ultima fase della sua vita, Comte trasforma il Positivismo in religione dell’umanità, nella quale l’umanità è concepita come Grande-Essere. Il culto dell’umanità si trasforma, così, nel culto dei benefattori della specie, nella conservazione del ricordo dei grandi eroi del progresso storico.

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