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Ficino

- L’opera di traduttore e l’Accademia

Studiò il greco e per tutta la vita si dedicò a un lavoro di traduzione che riguardò l’intero Corpus platonicum, le Enneadi di Plotino e molte altre opere antiche. Nella sua figura venne trovato l’uomo adatto da parte di Cosimo de’ Medici a fondare una nuova Accademia per costituire lo studio del pensiero platonico.

- Filosofia e religione

Nel De christiana religione viene detta la necessità di restaurare l’antica unione di filosofia e religione tramite una pia pholosophia e da una docta religio. Tutti gli uomini sono per natura religiosi ma non ugualmente ma è stato Dio stesso a voler essere onorato in diversi modi consentendo l’esistenza di una varietà di culti religiosi che adornano l’universo.
La concezione ficiniana pone ogni culto su un piano diverso (il cristianesimo rimane la religione suprema) riconoscendo però un’unica progressiva rivelazione religiosa, che risale a antichi teologi pagani che con il platonismo e il neoplatonismo, l’Antico e Nuovo Testamento si sono perfezionate.

- La centralità dell’anima

Nel 1482 pubblica la Theologia platonica de immortalitate animorum, dove presenta la sua visione metafisica e molte dimostrazioni dell’immortalità dell’anima (sia della tradizione sia originali).
La realtà è una pentarchia di 5 sostanze (Dio, angelo, anima, qualità, corpo materiale) dove l’anima (copula mundi) ha un ruolo centrale perché ha il compito di tenere unito il mondo sovrasensibile e mondo sensibile.
L’anima non è solo umana poiché tutto ciò che vive è animato, tutto è un unico grande organismo vivente. Tra i “generi” dell’Anima la “specie” dell’anima umana è la specie più importante poiché razionale e libera.

Giovanni Pico della Mirandola

- Il concordismo filosofico

Si caratterizza di una grande apertura culturale che si ritrova anche nell’Oratio de hominis dignitate scrivendo “non può scegliere fra tutte a sua via, chi prima non le ha esaminate a fondo tutte”; da giovane studia Platone, Aristotele, la filosofia e la teologia cristiana, ebraica e araba, tradizioni cabalistiche ed ermetiche. Avendo studiato molte tradizioni Pico scorge una profonda unità e concordanza che deriva dal problema affrontato (il rapporto tra Dio e l’uomo) che dalle soluzioni offerte.

- Il rapporto tra l’uomo e Dio

Essendo l’uomo stato creato a immagine e somiglianza di Dio e riunendo Dio in se tutte le cose l’uomo è un microcosmo (che ha in se realmente e idealmente gli elementi di tutte le cose), come dio crea liberamente l’universo l’uomo è liberò di scegliere tra le diverse forme di vita contenute nei semi che lo costituiscono.

L’uomo è privo di un’essenza univoca che lo definisca (come nelle creature viventi) ma aperto alle possibilità tra le quali deve scegliere. Di per se non è nulla ma diviene quel che è facendosi e scegliendosi e in questo risieda la sua dignità. Non è una scelta arbitraria perché l’uomo scegliendo la vita bestiale dei bruti può dannarsi o elevarsi al divino.

- Il desiderio e l’ascesa a Dio

Dio ha creato l’uomo per contemplare la bellezza del creato e celebrare la sua gloria e questo desiderio fa sì che sia insoddisfatto di qualsiasi altro fine più limitato. La libertà è un dono e un compito che lo indirizza a elevarsi al divino per cercare l’unione mistica.
L’ascesa è formata da 3 fasi: l’uomo purifica gli istinti inferiori della parte sensibile dell’animo e corregge la componente razionale e discorsiva con lo studio della filosofia morale e della magia; in virtù dello studio viene illuminato poiché conosce la realtà come organismo vivente, animato e governato dalla divina provvidenza
riuscendo a dominare la natura la oltrepassa avvicinandosi al divino; attraverso la teologia l’uomo si unifica all’essenza di dio.

- La critica astrologica

Inizialmente è un cultore delle scienze occulte (900 Tesi, Oratio de hominis dignitate) dominato da l’entusiasmo per la magia, la calaba di origine ebraica e l’astrologia. Ma in seguito a una delusione e all’avvicinamento a Savanarola matura una posizione più critica sviluppata duramente in Disputationes adversus astrologiam divinatricem dove l’astrologia, oltre che compiere errori rispetto alla verità scientifica (aristotelica), porta alla superstizione religiosa e a spogliare la vita umana della propria dignità. L’astronomia (misura la grandezza e i moti delle stelle con metodo matematico) è distinta dall’astrologia che è solo superstizione.

Accettando l’influenza e la casualità celeste rifiuta che i vari avvenimenti del mondo elementare siano determinati da cause universali.

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