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CONDIZIONE DELL’UOMO PER PASCAL

L’uomo è per Pascal un grande mistero sia perché all’interno di lui ci sono più domande che risposte, ma anche perché si trova in una posizione particolare in quanto gli è precluso sia l’infinitamente grande sia l’infinitamente piccolo: l’uomo è quindi circondato, avvolto da tale alone di infinitezza ma non può arrivare a comprendere nulla su di esso. L’uomo è quindi qualcosa che si trova a metà strada tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, ma per questa sua condizione è svantaggiato poiché è circondato da un abisso.
Quest’ultima affermazione di Pascal sembra ricondursi direttamente alla coincidenza degli opposti proprio di Cusano: le conclusioni, infatti, appaiono affini ma, mentre quella di Cusano fu una semplice teoria filosofica, le conclusioni di Pascal sono dettate da un esperienza pratica. L’uomo sembra passare la sua vita nella mediocrità, ma ecco che ad un tratto la sua superiorità su tutto il resto del creato si manifesta: egli riconosce di essere miserabile e per questo è grande e si eleva come superiore anche all’universo grazie al suo pensiero. Inoltre secondo Pascal l’uomo, oltre ad essere un grande mistero, viene descritto nei suoi Pensieri come un fuscello, il più fragile che esiste in tutto l’universo, in quanto basta una semplice malattia per privarlo della vita, ma è comunque un fuscello pensante, che si chiede il perché della sua condizione

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