Mongo95 di Mongo95
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Si parla del periodo di transizione tra Stato assoluto e Stato costituzionale nel periodo che va dalla seconda metà dei Seicento fino ai primi dell’Ottocento. Si è sempre in un periodo di statualità, in cui la società ha dietro di sé la tradizione di un’organizzazione su cui basarsi.
Quindi Inghilterra, Stati Uniti, Francia e Spagna, con il passaggio ad un sistema in cui il potere non è più riferibile a una sola persona, ma a più soggetti titolari di diritti, che non possono essere messi in discussione e sono da tenere in conto. Transizioni che implicano quasi sempre l’introduzione di un’istituzione moderna come il Parlamento, di pari passo alle Costituzioni, che sono almeno in parte elettivi. Perché parlamenti esistevano già in epoca cetuale, composti quindi da rappresentanti di strutture sociali di appartenenza per nascita, quindi per privilegio. I Parlamenti moderni invece almeno in parte sono elettivi, e ciò implica l’organizzazione di elezioni, candidature, persone che non sono direttamente sotto il dominio di qualcuno e che devono esprimere delle preferenze. C’è quindi sempre un certo elemento di incertezza, nella componente della camera “bassa”, che si oppone alla scelta di rappresentanti che portano degli interessi, nella camera “alta”, non elettiva, che rispecchia i parlamenti medievali.

In questa transizione viene introdotta una Carta costituzionale con i principi fondamentali di organizzazione del potere e i diritti dei cittadini rispetto al potere costituito. Diritti che il potere non può violare senza mettere in crisi l’intero sistema. Per esempio possiamo avere il diritto di libertà del singolo, che ne comprende a sua volta moltissimi altri (parola, religione, corrispondenza epistolare, etc). O il diritto di voto, che è di tipo politico. I diritti per i cittadini sono un primo passo, ma non tutte le persone che abitano uno Stato sono riconosciute come tali. Ed è comunque un periodo in cui il censo acquista importanza anche nel campo dei diritti.
Sono poche però le dichiarazioni di uguaglianza. La diversità tra i cittadini è ancora un pricipio fondamentale dell’organizzazione sociale. Esiste il concetto di uguaglianza di fronte alla legge, che però è ben diverso. I privilegi esistono ancora, ma in una cornice che sta andando a cambiare.
Per quanto riguarda il termine Costituzione, è da intendere come “moderna” quando si parla di Stato costituzionale. Ma ci sono vari significati diversi:
a. Da “constituere”, cioè costituire, fondare una società. Indica non tanto un documento scritto, quanto un atto
b. Indica un modo particolare di essere di un organismo qualsiasi
c. Un atto avente forza di legge, un decreto emanato da un sovrano o da un’altra suprema autorità. Ma anche in questo caso non è detto che si tratti di un tipo particolare di atto o decreto
d. La struttura essenziale dello Stato, cioè l’insieme delle istituzioni che ne determinano l’ordinamento supremo, in particolare l’insieme delle norme giuridiche e legislative e fondamentali che tracciano linee maestre nell’ordinamento dello Stato. Non solo un atto avente forza di legge, o un particolare documento, ma semplicemente la struttura essenziale di uno Stato.
Ci dice come le istituzioni sono in relazione l’una con l’altra. Ciò che ci interessa è appunto come sono organizzati gli Stati assoluti nel momento in cui si preparano a diventare costituzionali, e poi come si organizzano questi ultimi. Le vecchie e le nuove istituzioni. Quindi si possono prendere in esame anche Stati dove le Costituzioni in senso stretto sono assenti. Costituzioni moderne che rendono appunto visibile questo passaggio. E sono moderne proprio perché devono organizzare nuovi Stati e introducono istituzioni quali i “nuovi” Parlamenti.
Parlando di Costituzione, bisogna fare presente la dicotomia tra formale e materiale. Che è come come dire che il principio afferma qualcosa che di fatto non è proprio la realtà. Questo però è un problema che si pone dopo che uno Stato è divenuto costituzionale, quando si deve andare a vedere la distanza che intercorre tra affermazione di un principio e la sua concreta attuazione. Una dicotomia che quindi non interessa questo periodo storico. Piuttosto Costituzione nel senso di struttura di uno Stato: il modo, il perché e il come le istituzioni stanno insieme e funzionano. Le istituzioni poi scaturiscono sempre da una determinata società, che col tempo tende a governarsi e organizzarsi, si esprime in un sistema di governo che poi la sussume. La storia costituzionale è anche la storia di una determinata fase della storia di una società.

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