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Il proletariato dovrà conquistare il potere per abolire il dominio di classe. Quindi dovrà allearsi con la borghesia, ma poi dovrà procedere da solo, perché la borghesia tende a pensare solo ai propri interessi e non vuole assolutamente un sovvertimento radicale ma al massimo qualche riforma. Infatti spesso la borghesia ha causato la fine delle rivoluzioni perché si è tirata indietro dopo aver ottenuto ciò che voleva.
Dunque dopo la rivoluzione ci sarà la dittatura del proletariato, poi la società comunista.
Per Marx lo stato liberale è qualcosa che sancisce il dominio di una classe, cioè giustifica dal punto di vista ideale l’egemonia di quella classe che in quel momento ha il potere.
Dunque stato liberale è quello della borghesia che ha assunto questo potere e vuole giustificarlo. Esso diventa superfluo nel momento in cui vengono abolite le classi dominanti, perciò avendo perso le sue funzioni si estingue.

Il leader del partito bolscevico Lenin afferma che il proletariato con la rivoluzione violenta riuscirà a sopprimere lo stato borghese e lo sostituirà con quello proletario necessario per dirigere le masse e l’economia.
Nella società comunista ci sarà la proprietà sociale, cioè il possesso collettivo della terra e dei mezzi di produzione. Non ci sarà più la proprietà privata, e di conseguenza non ci saranno neppure le classi, le istituzioni.
Nessuno verrà più sfruttato, ma : “Ognuno dà secondo le sue capacità e ognuno riceve secondo i suoi bisogni.”
Immagina una comunità in cui ognuno lavora per il benessere collettivo, svolgendo l’attività che più gli piace, infatti nessuno avrà una sfera di attività esclusiva.

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