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Concetti Chiave

  • Leibniz identifica la monade come la forza metafisica alla base della realtà, composta da atomi spirituali e non fisici.
  • Ogni monade è isolata ma riflette l'intero universo, possedendo percezioni, appetizioni e appercezioni che ne definiscono l'attività.
  • Le monadi variano in gerarchia in base alla chiarezza delle loro percezioni: quelle più consapevoli occupano posizioni più elevate.
  • Il postulato dell'identità degli indiscernibili afferma che due monadi non possono essere identiche se non è possibile distinguerle, evidenziando l'unicità di ogni monade.
  • Ogni monade percepisce l'universo attraverso un punto di vista unico, il che rende impossibile la coesistenza di due monadi identiche.

La forza metafisica delle monadi

Per Leibniz il punto cardine della filosofia è proprio quella forza che sta dietro i fenomeni fisici, una forza di natura metafisica, che è ciò di cui è fatta tutta la realtà, chiamata monade, e costituita da infinite parti chiamate atomi spirituali, che non hanno nulla a che fare con la definizione classica di atomi, essendo questo un fenomeno metafisico.

Caratteristiche e attività delle monadi

In seguito Leibniz elenca le caratteristiche proprie delle monadi: ogni monade (dal greco monas, sola) deriva dalla forza viva, che non è nient’altro che l’energia cinetica, la quale è divisa in infinite monadi, è un punto di forza ed è composta da atomi indivisibili. Il punto su cui Leibniz insiste di più è però l’attività che le monadi svolgono: ogni monade, il cui termine già indica il valore autonomo di ognuna di esse, è isolate dalle altre monadi ma è allo stesso tempo specchio di tutto l’universo, nel senso che ognuna ha dentro di sé tutto l’universo e si rappresenta l’universo in sé stessa. Ogni monade inoltre è dotata di percezioni, ossia rappresentazioni interne di ciò che c’è all’esterno, non però osservandolo esternamente ma guardando dentro di sé in quanto ognuna è specchio dell’universo; inoltre sono dotate di appetizioni, ossia il desiderio, la spinta a migliorare e ad avere sempre più percezioni, e ad avere una percezione sempre più chiara; infine vi sono le appercezioni, vale a dire delle percezioni consapevoli e le monadi che le presentano possono essere ad esempio quelle della mente umana che, a differenza di un oggetto, è dotata di coscienza, e che, nel caso della mente umana, hanno coscienza di essere monadi e che gli altri oggetti sono monadi. La differenza che sussiste quindi fra le monadi che hanno solo le percezioni e quelle che hanno le appercezioni è data dal fatto che mentre le prime non hanno la consapevolezza mentre le seconde la hanno.

Gerarchia e identità delle monadi

Esiste quindi una gerarchia ben definita della monadi e l’elemento che ci consente di metterle in ordine è la loro chiarezza o meno: più le percezioni saranno consapevoli più la monade sarà alta, mentre se sono inconsapevoli o poco chiare la monade si collocherà più in basso; la suddivisione delle diverse monadi appare un modo che Leibniz usa per tradurre nel suo linguaggio ciò che Cartesio aveva definito come res e Spinoza come due attributi della sostanza: infatti quello che Leibniz definisce un monade dotata di coscienza è il pensiero, una non dotata estensione. Le monadi sono tutte diverse; ad una tale affermazione (che può essere facilmente contestata anteponendo il fatto che nell’infinità dell’universo, per un calcolo di probabilità è impossibile non trovare due monadi uguali) egli aggiunge anche un postulato, una formula che egli chiama identità degli indiscernibili: secondo tale postulato se due monadi sono totalmente indiscernibili fra di loro, ossia non è possibile fare una differenza fra di esse, in realtà non ve ne sono due ma una. La giustificazione della sua spiegazione è data da un elemento che egli aveva definito già in precedenza: essendo ogni monade specchio dell’universo, vale a dire che ognuna percepisce qualcosa fuori di sé guardando in sé, poiché nessuna monade ha a disposizione, come dice lo stesso Leibniz “ una finestra da cui guardare il mondo”, essa ha dentro di sé l’immagine dell’universo che lei vede: in altre parole l’elemento che rende impossibile l’esistenza di due monadi uguali è il punto di vista.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale della filosofia di Leibniz riguardo alle monadi?
  2. Il concetto centrale è che le monadi rappresentano una forza metafisica che costituisce tutta la realtà, essendo composte da atomi spirituali e agendo come specchi dell'universo (testo).

  3. Quali sono le principali caratteristiche delle monadi secondo Leibniz?
  4. Le monadi sono isolate, dotate di percezioni e appetizioni, e si rappresentano l'universo al loro interno. Ogni monade ha un valore autonomo e può avere percezioni consapevoli, chiamate appercezioni (testo).

  5. Come si struttura la gerarchia delle monadi?
  6. La gerarchia delle monadi è basata sulla chiarezza delle loro percezioni: più le percezioni sono consapevoli, più alta è la monade. Le monadi con percezioni inconsapevoli si collocano più in basso (testo).

  7. Cosa afferma Leibniz riguardo all'identità delle monadi?
  8. Leibniz propone il postulato dell'identità degli indiscernibili, secondo cui se due monadi sono indistinguibili, in realtà non esistono due monadi, ma una sola, poiché ogni monade ha un punto di vista unico (testo).

  9. In che modo le monadi percepiscono l'universo?
  10. Le monadi percepiscono l'universo guardando dentro di sé, poiché non hanno una "finestra" per osservare il mondo esterno. Ogni monade contiene l'immagine dell'universo che percepisce (testo).

Domande e risposte

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