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Economia e alienazione in Marx


Marx definisce l'economia come una chiave paradigmatica, un asse portante, un elemento di ermeneutica, composto da Struttura e sovrastruttura. La prima è l'elemento cardine su cui ruota la società, dove sono presenti continui rapporti di produzione. La seconda, invece, è determinata da tutti gli elementi che non sono di carattere economico, ovvero la religione, la filosofia, l'antropologia...
Tra la struttura e la sovrastruttura non vi è una netta distinzione ma bensì un'influenza reciproca, un'interdipendenza.
L'economia è quindi l'elemento principale e tutti gli altri elementi ruotano attorno ad essa.
un altro concetto importante nella filosofia di Marx è l'alienazione. L'uomo moderno, secondo il filosofo, è alienato. L'operaio non si riconosce più nel prodotto da egli creato; si sente alienato rispetto a suo lavoro, al prodotto, alla sua identità e agli altri. È un soggetto del sistema economico che ha mansioni ma non si riconosce in esse (sovraccarico psicofisico).
L'operaio è alienato dal frutto del suo lavoro, dalla sua attività di produzione, dalla sua specie e nei rapporti con gli altri uomini.
L'alienazione è la condizione ontologica dell'uomo.
Infine, attestato il fatto che l'uomo nella società sia alienato, bisogna passare ad un processo contrario, ovvero alla disalienazione (per migliorare i rapporti produttivi). Una conseguenza dell'alienazione è la proprietà privata, che porta alla disuguaglianza tra chi produce e chi detiene il terreno. È per questo che la proprietà privata, secondo Marx, dovrebbe essere eliminata. Solo così si potrà arrivare alla disalienazione. Si deve sostituire la proprietà privata con il partito comunista/comunismo.
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