Concetti Chiave
- Il Capitale di Marx critica il sistema capitalistico, sostenendo che ogni epoca ha leggi economiche specifiche e che il capitalismo è intrinsecamente contraddittorio, destinato a crollare per cause interne.
- Il libro analizza la differenza tra merce e prodotto, introducendo concetti come valore d'uso e valore di scambio, legati al lavoro necessario per la produzione.
- Marx definisce il plusvalore come il valore eccedente generato dal lavoro dell'operaio, che viene pagato secondo il valore di scambio della sua forza lavoro.
- La società capitalistica cerca di aumentare il plusvalore attraverso il plusvalore assoluto, estendendo l'orario di lavoro, e il plusvalore relativo, aumentando la produttività.
- Le macchine, introdotte nella produzione, intensificano il lavoro e trasformano il rapporto tra operaio e tecnologia, generando una nuova dinamica di sfruttamento.
In questo appunto viene descritto il libro “Il Capitale” di Karl Marx. Di seguito vengono riportate informazioni sull’opera, l’opera come testo di profezie e il rapporto tra plusvalore e la società.
Qual è l’opera “Il Capitale” di Karl Marx?
Da lui fu pubblicato solo il primo volume di questo testo, il secondo e il terzo li pubblicò Engels dopo la sua morte. In quest’opera si riferisce alla struttura cioè all’economia. Anche in quest’opera, nello specifico nell’introduzione, ribadisce la critica ai liberisti classici come negli Scritti Economici e cioè:- Per i liberisti classici il sistema capitalistico è il sistema, è il modo di distribuire la ricchezza. Per Marx ogni periodo storico ha le proprie leggi scientifiche; per lui le leggi economiche non sono universali.
- Per Marx il sistema borghese porta con sé la contraddizione tra capitale e lavoro, che lo porteranno alla caduta per cause endogene, si suiciderà perché minato da contraddizioni e quindi il comunismo è inevitabile. I liberisti classici non colgono questo perché non hanno lo sfondo dialettico.
- Per Marx il capitalismo va studiato secondo il sistema dialettico della totalità organica. I fattori economici sono studiati come elementi interconnessi tra loro.
L’opera come testo di profezie
Il capitale è anche considerato un testo di profezie, ma che nella maggior parte dei casi non si sono avverate. Il capitale è un testo di economia, ma facendo un’analisi dell’economia, dà anche un’analisi complessiva della realtà, proprio per il collegamento tra struttura e sovrastruttura. Ecco di seguito alcune definizioni utili:- Differenza tra merce e prodotto → c’è una differenza tra le due perché il prodotto è quello che viene immediatamente utilizzato e non scambiato. È una merce se viene anche scambiato oltre che poi utilizzato. Quindi non si tratta di tipi diversi di bene ma uno non viene scambiato e l’altro si.
- Valore d’uso → Ogni merce viene incontro a qualche bisogno umano, sia che venga da qualsiasi parte non lo usiamo se non ha utilità. Una merce non avrebbe valore se non servirebbe qualcosa. Il valore d’uso è diverso nelle diverse merci. Si basa sulla qualità della merce e rispetto alla qualità soddisfa a un bisogno rispetto che a un altro.
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Valore di scambio → consiste nel fatto che una merce può essere scambiata con un’altra merce. perché questo si può fare con merci che hanno diverso valore d’uso? Se si possono scambiare vuol dire che hanno qualcosa di uguale e questo qualcosa di uguale è il valore di scambio, che permette di scambiare merci con diverso valore d’uso. La definizione del valore di scambio è stata desunta dagli economisti classici: il valore di scambio è determinato dalla quantità di lavoro socialmente necessaria per produrla.
Come valore di scambio le merci sono tempo di lavoro coagulato (in una merce). Lo scambio può avvenire se per produrre quella quantità di grano posso cambiarlo con una quantità di lana che è stata lavorata in un mese.
Il valore di una merce non è uguale al prezzo. Il valore può anche essere determinato da aspetti contingenti lui. A volte il prezzo può superare il valore di una merce. Ma per Marx la somma complessiva delle merci è collegata al lavoro necessario per produrla (valore lavoro). Per Marx il prezzo anche se non si identifica con il valore ha il valore alla sua base (perché il prezzo può oscillare a seconda del mercato).
Se il valore di scambio equivale alla quantità di lavoro per produrla, la merce non ha valore in sé, ma è frutto del lavoro dell’uomo. Dare alla merce valore in sé è farli dei feticci → feticismo delle merci → considerare che una merce ha valore in sè. Quindi lo scambio è un rapporto tra lavoratori, tra uomini, non tra cose.
La particolarità del capitalismo, secondo Marx, è che in esso la produzione non risulta rivolta al consumo, ma all’accumulazione di denaro. Mentre prima della nascita della borghesia la successione era M → D → M (ossia merce che viene venduta per denaro che serve ad acquistare la merce che non produce – tende al consumo non al guadagno), la successione del capitalismo è rovesciata: D → M → D1 (ovvero si investe del denaro in una merce per ottenere una quantità di denaro superiore – il fine è il guadagno, ci deve essere un plus valore).
Il fine è il guadagno e Marx spiega come avviene questo fruttamento di denaro. Per lui questo non avviene dallo scambio perché il denaro non è che un mezzo per scambiare valori equivalenti e neanche lo scambio perché avviene tra valori equivalenti.
Il plusvalore avviene quindi a livello di produzione capitalistica. Il borghese/capitalista ha la possibilità di comprare la merce operaio, che è una merce che ha come valore d’uso di essere una produzione di valore e quindi produce un valore eccedente al suo. L’operaio vende la forza lavoro e il capitalista la paga giustamente a seconda del valore di scambio cioè a seconda della quantità di lavoro socialmente necessaria per vivere, lavorare, generare (l’operaio è pagato come un’altra merce. La merce operaio vale la quantità di lavoro socialmente necessaria per vivere, lavorare e generare. Il lavoratore fornisce la forza lavoro e ottiene un salario che è quello che gli serve per vivere, riprodursi..).

Per ulteriori approfondimenti sull'opera di Marx vedi anche qui
Plusvalore e società capitalistica
Come cerca la società capitalistica di aumentare il plusvalore? Si può parlare di aumentare il plusvalore assoluto e plusvalore relativo. Il plusvalore assoluto consiste nell’aumentare la giornata operativa dell’operaio, ma ha limiti oggettivi in quanto non può essere proseguito perché a un certo punto l’operaio smette di essere produttivo. Quindi si ricorre al plusvalore relativo che consiste nel diminuire le ore in cui l’operaio produce di più per il capitalista non per sé e avviene con l’aumento della produttività. Questo è avvenuto in tre fasi:- cooperazione semplice: i vantaggi per i capitalisti sono l’economia dei mezzi di lavoro e l’aumento della forza di lavoro, come uno squadrone di attacco è più efficiente rispetto alle operazioni in divisa cioè semplici;
- Manifattura: è quella dove secondo Marx si attua la divisione del lavoro;
- Grande industria, con l’introduzione delle macchine. La macchina è il mezzo più potente per intensificare la produzione. Con le macchine c’è maggiore plusvalore relativo perché c’è un aumento di produttività e anche perché si può lavorare in tutte le 24 ore naturalmente dando il cambio agli operai. Inoltre con le macchine possono lavorare le donne, che ora diventano forze concorrenziali, e i bambini ( donne e bambine sono anche forze meno ribellisose) perché si è servi delle macchine.
Questo fa sì che si instauri un’ostilità degli uomini nei confronti delle macchine. Ecco il luddismo. Ma per Marx bisogna distinguere le macchine in quanto tali dall’uso capitalistico delle stesse. È questo che attribuisce il valore negativo alla macchina.
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Domande da interrogazione
- Qual è la principale critica di Marx al sistema capitalistico secondo "Il Capitale"?
- In che modo "Il Capitale" è considerato un testo profetico?
- Qual è la differenza tra valore d'uso e valore di scambio secondo Marx?
- Come si genera il plusvalore nella produzione capitalistica?
- Quali sono le fasi attraverso cui la società capitalistica cerca di aumentare il plusvalore?
Marx critica il sistema capitalistico per la sua intrinseca contraddizione tra capitale e lavoro, sostenendo che questa contraddizione porterà alla sua caduta. A differenza dei liberisti classici, Marx afferma che le leggi economiche non sono universali e devono essere comprese nel contesto storico e dialettico (testo).
"Il Capitale" è visto come un testo profetico che, sebbene molte delle sue previsioni non si siano avverate, offre un'analisi complessiva della realtà economica, collegando struttura e sovrastruttura (testo).
Il valore d'uso si riferisce all'utilità di una merce per soddisfare un bisogno umano, mentre il valore di scambio è determinato dalla quantità di lavoro socialmente necessaria per produrre quella merce, permettendo lo scambio tra merci di diverso valore d'uso (testo).
Il plusvalore si genera quando il capitalista acquista la forza lavoro dell'operaio, pagando un salario che corrisponde al valore di scambio della forza lavoro, mentre il valore prodotto dall'operaio supera il costo del suo salario (testo).
La società capitalistica cerca di aumentare il plusvalore attraverso il plusvalore assoluto, aumentando le ore di lavoro, e il plusvalore relativo, migliorando la produttività tramite cooperazione semplice, manifattura e grande industria con l'uso di macchine (testo).