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Karl Marx - Il capitale

Si tratta di un’opera in tre volumi scritta da Marx ed Engels. Il sottotitolo era “Per una critica dell’economia politica”. Fu l’opera più famosa e impegnativa di Marx. L’obiettivo dell’opera era l’analisi del sistema capitalistico per metterne in luce le contraddizioni e prevederne così l’inevitabile crollo. Nel fare questa critica si ripresero le critiche degli economisti classici come quelle di Adam Smith. In primo luogo, come già detto, gli economisti capitalisti parlavano dell’economia capitalistica come se fosse l’unica forma di economia esistente. In secondo luogo gli economisti praticavano il feticismo delle merci, che consiste nella perversione nell’adorare le merci. Essi dimenticavano che dietro le merci c’erano il lavoro e la fatica degli uomini. Il sistema capitalistico era il sistema economico che permetteva la produzione sempre più massiccia e indifferenziata di merci. Adam Smith aveva distinto il valore d’uso di una merce dal suo valore di scambio. Il valore d’uso è l’utilità pratica che una merce ha e che può variare a seconda del momento e della situazione. Il valore di scambio è il valore che viene attributo alle merci e che permette di scambiare merci eterogenee. Il denaro quantifica il valore di scambio. Il valore di scambio è dato soprattutto dal lavoro per produrre una merce. Il sistema economico si era però evoluto nel corso del tempo. Marx infatti sottolineò che nel passato il sistema economico era merce - denaro - merce. Si produceva una merce, la si vendeva e con i soldi ottenuti si comprava un’altra merce per soddisfare i propri bisogni. Nel sistema capitalistico invece il sistema economico era denaro - merce - più denaro. Si partiva con del denaro, si comprava una merce che poi veniva rivenduta a un prezzo superiore a quello d’acquisto. Il sistema del capitalismo mirava a un’accumulazione di capitali. Il trucco del capitalismo è rappresentato dal fatto che con il capitale di partenza si compra una merce particolare, che è il lavoro umano. Il lavoro umano è una merce che ha l’utilità di creare altre merci. L’essenza del capitalismo per Marx è rappresentato dal plusvalore, che consiste nel lavoro in più fatto dall’operaio e di cui si appropria indebitamente il capitalista. Per esempio un operaio lavora dieci ore al giorno, ma gli bastano sei ore per produrre merci del valore di un suo stipendio giornaliero; le altre quattro ore sono il plusvalore, cioè il lavoro in più dell’operaio che entra nelle tasche del capitalista. Già Smith aveva parlato di plusvalore come il giusto guadagno del capitalista. Per Marx il plusvalore era invece un furto inaccettabile. Il saggio del plusvalore consiste nel rapporto percentuale tra plusvalore e salario. Il salario viene chiamato capitale variabile. Il saggio del profitto però era diverso dal saggio del plusvalore perché tra i costi del capitalista risultavano anche dei costi di gestione vari che finivano sotto il termine di capitale costante. Il saggio del profitto era dato quindi dal rapporto percentuale tra il plusvalore e la somma di capitale variabile e capitale costante. Ci sono due modi per aumentare il plusvalore: il plusvalore assoluto e il plusvalore relativo. Il plusvalore assoluto consiste nell’aumentare le ore di lavoro di un operaio, mentre il plusvalore relativo consiste nell’aumento della produttività. Per Marx ed Engels lo sfruttamento del lavoro umano è alla base del sistema capitalistico.

A questo punto nel Capitale si passa ad analizzare le contraddizioni del sistema capitalistico. In primo luogo Marx ed Engels individuarono la caduta tendenziale del saggio di profitto, cioè un profitto sempre minore perché con il tempo sarebbero aumentati i costi del capitale costante. In secondo luogo il sistema capitalistico avrebbe portato a un clima di tensioni internazionali sempre più forti. In terzo luogo Marx ed Engels intuirono che il sistema capitalistico avrebbe portato a crisi lunghe e devastanti caratterizzate dalla sovrapproduzione e dalla saturazione del mercato. In quarto luogo con il tempo il numero degli sfruttatori diminuisce, mentre aumenta sempre di più il numero degli sfruttati. In quinto luogo l’introduzione sempre più massiccia di macchine avrebbe prodotto una massa di persone disperate e senza lavoro. Queste cinque contraddizioni secondo Marx ed Engels avrebbero portato inevitabilmente alla caduta del sistema capitalistico. In alcuni punti dell’opera Marx annunciò che si sarebbe giunti alla rivoluzione per abbattere il capitalismo, mentre in altri punti si affermava che non era così sicuro e che Marx aveva solo dato una probabile previsione di ciò che sarebbe accaduto, alla luce delle tendenze del capitalismo del suo tempo.

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