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Karl Marx - opere principali

A Parigi nel 1845 scrisse le "Tesi su Feuerbach". Con Feuerbach Marx condivideva la critica all’idealismo e all’hegelismo. In Hegel l’alienazione era positiva ed era un passaggio necessario per arrivare alla sintesi, in Feuerbach l’alienazione era vista negativamente perché era espressione del disagio dell’uomo di fronte al mondo e dava origine alla religione. Anche Marx riteneva che la religione fosse frutto dell’invenzione dell’uomo, ma aveva una concezione più generica dell’alienazione, che era intesa come il prodotto dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il grosso errore di Feuerbach per Marx era stato quello di non aver capito che il disagio dell’uomo era di natura sociale e non interiore. Marx riteneva che per superare la religione bisognava cambiare la società e porre fine all’ingiustizia e allo sfruttamento. Un merito di Feuerbach era stato quello di sottolineare la dimensione materiale dell’uomo, ma aveva commesso l’errore di non inserire i problemi dell’uomo nella sfera collettiva e sociale. Marx criticò quindi Hegel con argomenti di Feuerbach, mentre criticò Feuerbach con argomenti di Hegel (soprattutto con la dialettica).

Nel 1844 Marx aveva scritto i "Manoscritti economico - filosofici", che erano frutto della sua grande passione per l’economia classica, che egli apprezzava perché era la riflessione più efficace sull’economia capitalistica. Riteneva che l’economia classica fosse una chiave di lettura corretta ed efficace dell’economia capitalistica. Marx mise in luce e criticò la consuetudine da parte degli economisti capitalistici di parlare dell’economia capitalistica come se fosse l’unica forma di economia esistente. Nei "Manoscritti economico - filosofici" si trova anche l’analisi dell’alienazione, così come la intendeva Marx. Nella dimensione capitalistica l’alienazione è massima perché il sistema capitalistico ha trovato il modo migliorare per sfruttare le persone. Marx individuò quattro aspetti dell’alienazione capitalistica. In primo luogo il lavoratore è alienato rispetto al prodotto del proprio lavoro, che non gli appartiene e lo vede come qualcosa che lo opprime e lo schiaccia. In secondo luogo il lavoratore è alienato rispetto al lavoro stesso, che rappresenta una parentesi tormentosa nella giornata. In terzo luogo il lavoratore è alienato rispetto alla specie umana: la borghesia si oppone al mondo degli operai, i quali sono oppressi dal lavoro e si lasciano sopraffare dai propri bisogni primari. In quarto luogo i lavoratori sono alienati rispetto al prossimo, perché l’operaio frustrato e stremato odia il proprio datore di lavoro e sfoga la propria violenza sugli altri lavoratori, che sono visti come rivali.

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