Concetti Chiave
- La divisione tra Destra e Sinistra hegeliana emerse dopo la morte di Hegel nel 1831, riflettendo diverse posizioni sulla religione e la politica.
- Ludwig Feuerbach, figura centrale della Sinistra hegeliana, si distaccò dall'idealismo hegeliano, fondando l'ateismo filosofico e criticando la religione.
- Feuerbach sostiene che l'idea di Dio è una proiezione dell'essere umano, invertendo i rapporti tra soggetto e predicato, e partendo dall'esperienza concreta dell'uomo.
- La religione è vista da Feuerbach come una forma di alienazione, in cui l'uomo proietta potenze superiori fuori di sé, riducendo la propria dignità.
- L'ateismo di Feuerbach propone il ritorno della religione a un contesto umano, affermando che i valori divini sono in realtà espressioni delle qualità umane.
Divisione tra destra e sinistra hegeliana
In seguito alla morte di Hegel nel 1831 si verificò una spaccatura fra i suoi numerosi discepoli causata dal differente atteggiamento di fronte alla religione e alla politica. Si delinearono così principalmente due correnti. La prima, composta per lo più dalla generazione più anziana e tradizionalista e gran parte degli editori di Hegel, prese il nome di Destra hegeliana; la seconda prese il nome di Sinistra hegeliana ed era costituita dalla generazione più giovane e più rivoluzionaria e da tutti coloro che erano nati dopo il 1800.
Feuerbach e l'ateismo filosofico
Il maggior personaggio di spicco all’interno della sinistra hegeliana fu Feuerbach nonché fondatore dell’ateismo filosofico ottocentesco. Ludwing Feuerbach nacque nel luglio 1804 in Baviera fu scolaro di Hegel e libero docente poi.
Dapprima fervente hegeliano, si staccò da questa corrente con le opere Critica della filosofia hegeliana e Tesi provvisorie per la riforma della filosofia. Si vide troncare la carriera universitaria dall’ostilità incontrata dalle idee sulla religione esposte in uno dei suoi primi scritti pensieri sulla morte e sull’immortalità. Nel 1841 pubblica la sua opera più importante "L’essenza del cristianesimo" alla quale seguì "L’essenza della religione". Si ritirò nella solitudine e nello studio, passò i suoi ultimi anni in miseria e morì nel 1872 a Rechenberg.
Critica di Feuerbach alla religione
La filosofia di Feuerbach nata dal bisogno di cogliere in tutta la sua concretezza l’uomo e la realtà, ha come presupposto un critica radicale della maniera idealistico-religiosa di apportarsi al mondo che consiste in uno stravolgimento dei rapporti reali fra soggetto e predicato, concreto e astratto tramite cui non si giunge mai alla realtà vera. Da ciò Feuerbach propone un’inversione dei rapporti fra soggetto e predicato instaurati dall’idealismo, trasformando l’attributo in sostantivo e il predicato in soggetto. L’inizio della filosofia non è Dio, né l’Assoluto, l’essere come predicato dell’assoluto o dell’idea. L’inizio è il finito, il determinato, il reale.
Origine dell'idea di Dio secondo Feuerbach
Secondo Feuerbach, nn è Dio (astratto) che ha creato l’uomo (concreto) ma l’uomo che ha creato Dio che è la proiezione illusoria di caratteristiche della nostra specie quali la ragione, la volontà, il cuore. Quindi il divino è l’umano in generale, proiettato in un mitico Aldilà e adorato come tale. Di conseguenza la religione è l’insieme di tutti quei rapporti dell’uomo con sé stesso, con il proprio essere riguardato però in un altro essere. Tutte le qualificazioni ad esse attribuite sono attributi dell’essere umano. Questa antropologia capovolta che corrisponde alla religione, è la prima autocoscienza dell’uomo prima della filosofia. L’uomo sposta il suo essere fuori di sé prima di scoprirlo in sé stesso. Ma come nasce nell’uomo l’ideale di Dio? Feuerbach fornisce varie ipotesi. La prima vede l’origine di Dio dal fatto che l’uomo a differenza degli animali ha coscienza di sé stesso non solo come individuo (debole e fragile e solo), ma anche come specie (infinito e onnipotente). Da ciò l’idea di Dio e quindi ancora personificazione del proprio essere. L’altra ipotesi trova le fondamenta nell’umana opposizione fra volere e potere che porta l’uomo a costruirsi una divinità in cui siano realizzati tutti i suoi desideri. Nel volere l’uomo è infinito e illimitato, libero, il pensare il volere sono cosa propria ma non la cosa desiderata o pensata, non è propria. L’unico ente in cui possono essere tolte tali contraddizioni è il divino. I Greci avevano divinità limitate perché avevano desideri limitati, i Cristiani invece hanno desideri illimitati e quindi un Dio infinito e onnipotente. In altri casi l’idea di Dio nasce dal sentimento umano di dipendenza che l’uomo prova di fronte alla natura, sentimento che lo spinge ad adorare quelle cose senza cui non potrebbe esistere.

Religione come alienazione e ateismo
Per Feuerbach l’origine della religione è una forma di alienazione e quindi uno stato patologico per cui l’uomo scindendosi proietta fuori di sé una potenza superiore (Dio) alla quale si sottomette anche in modi umilianti e brutali. La religione quindi è un’oggettivazione alienata e alienante secondo cui quanto più l’uomo pone in Dio, più toglie a sé stesso, la sua gloria si basa esclusivamente sull’abbassamento dell’uomo, la beatitudine divina sulla miseria umana, la divina sapienza sull’umana follia, la potenza divina sulla debolezza umana. In questo scenario, l’ateismo si propone come onestà filosofica e dovere morale il quale deve spingere gli uomini a riappropriarsi dei predicati positivi che ha proiettato fuori di sé. Quindi in questo campo la filosofia di Feuerbach delinea il ritorno della religione da soggetto a predicato. Quindi non più Dio (soggetto) è sapienza, volontà e amore(predicato) ma sapienza, volontà, e amore umano (soggetto) sono divini (predicato). Di conseguenza il compito della vera filosofia non è quello di porre il finito nell’infinito, ma l’infinito nel finito e quindi risolvere Dio nell’Uomo. L’ateismo di Feuerbach si presenta quindi anche in chiave positivista con la proposta dell’uomo come nuova divinità.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali correnti emerse dopo la morte di Hegel?
- Chi è Ludwig Feuerbach e quale ruolo ha avuto nella Sinistra hegeliana?
- Qual è la critica di Feuerbach alla religione?
- Come Feuerbach spiega l'origine dell'idea di Dio?
- In che modo Feuerbach propone di risolvere la questione divina?
Dopo la morte di Hegel nel 1831, si formarono due correnti principali: la Destra hegeliana, composta da discepoli tradizionalisti, e la Sinistra hegeliana, costituita da giovani rivoluzionari, tra cui spiccava Feuerbach.
Ludwig Feuerbach, nato nel 1804, è stato il principale esponente della Sinistra hegeliana e fondatore dell'ateismo filosofico ottocentesco, noto per le sue opere critiche nei confronti della filosofia hegeliana e della religione.
Feuerbach critica la religione come un'oggettivazione alienata, sostenendo che l'uomo proietta all'esterno una potenza superiore (Dio) e che la religione rappresenta una forma di alienazione che impoverisce l'essere umano.
Feuerbach sostiene che l'idea di Dio deriva dalla coscienza di sé dell'uomo, dalla sua opposizione tra volere e potere, e dal sentimento di dipendenza dalla natura, portando a una personificazione dei propri desideri e ideali.
Feuerbach propone di risolvere la questione divina riportando l'infinito nell'uomo, affermando che le qualità divine come sapienza e amore sono in realtà attributi umani, e che l'ateismo rappresenta un ritorno alla vera essenza dell'essere umano.