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Locke, John - Idee e conoscenza

Premesso che la conoscenza avviene mediante le idee, Locke, di fronte a questo stato di cose, si domanda se, oltre alle rappresentazioni soggettive, esista la realtà, e, nel caso in cui essa esista, se alle idee pensate possano sempre e indiscriminatamente corrispondere le cose. Alla prima domanda egli risponde affermando che, al di là delle idee, sono esistenti: l’io, Dio e le cose.
Mediante l’intuizione si è certi dell’esistenza del nostro io perché in ogni atto di sensazione, di riflessione, di pensiero, si ha la consapevolezza immediata del proprio essere.
Mediante la dimostrazione si può provare l’esistenza di Dio perché, se c’è l’effetto (tutta la realtà, compreso il nostro io), deve necessariamente esistere la causa che tale effetto ha prodotto (essere necessario).
Mediante la sensazione si può asserire che le cose esistono, perché se l’intelletto riceve tramite le percezioni di tutti i dati sensibili le cose semplici, tali idee devono necessariamente provenire da una realtà esterna.

Riguardo alla conformità fra le cose e le idee delle cose, egli dichiara che non è possibile stabilire con certezza alcun collegamento e che perciò non si può dire con certezza se alle rappresentazioni mentali faccia adeguato riscontro la realtà.

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