Mongo95 di Mongo95
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Locke riteneva che, una volta mostrato da dove l’intelletto ricavi tutte le idee, gli argomenti contro l’innatismo sarebbero stati accolti con maggior facilità. Si parla ora di idee, cioè l’oggetto dell’intelletto quando pensiamo. Rifiutato l’innatismo, non resta che supporre che la mente sia per così dire “un foglio bianco, privo di ogni carattere, senza alcuna idea”. Dall’esperienza si fonda tutta la nostra conoscenza, e essa può essere di due tipi:
a. Sensazione. Quando i sensi vengono a contatto con gli oggetti trasmettono alla mente le percezioni. La sensazione è un’impressione o un movimento che viene suscitato in quale parte del corpo e produce qualche percezione nell’intelletto.
b. Riflessione. Riflettendo sulle operazioni che riguardano le idee ottenute con la sensazione, la mente dispone di un insieme di idee che non potrebbero essere ricavate dalle cose esterne.
Le idee poi, a loro volta, possono essere semplici e complesse. Le idee prodotte dalle cose entrano nella mente non mescolate, semplici. Una volta che l’intelletto immagazzina le idee semplici, può confrontarle e unirle in modi infiniti, formando così idee complesse, ma non può inventarne di nuove né distruggere quelle che ci sono già. Nel ricevere le idee semplici, l’intelletto è del tutto passivo, non è in suo potere rifiutarle quando si presentano. A ben guardare, nella maggioranza dei casi, le idee semplici di sensazione che sono nella mente non somigliano a qualcosa che è fuori di noi.

La distinzione tra “qualità primarie” e “qualità secondarie” dei corpi e rilevante le prime si trovano realmente nei corpi e sono inseparabili da loro. Invece le qualità secondarie sono soltanto poteri che i corpi hanno di produrre in noi sensazioni per mezzo delle qualità primarie. Le idee prodotte dalle qualità primarie somigliano a queste qualità. Invece le idee prodotte dalle qualità secondarie non somigliano a nulla di ciò che le produce, ma corrispondono nei corpi soltanto a una certa massa, figura e movimento di parti impercettibili.
L’intelletto è invece attivo nel combinare tra loro più idee semplici dando luogo a idee complesse. Si tratta di modi (semplici, cioè ripetizione della stessa idea semplice; o complessi, cioè composizione di idee semplici diverse), relazioni (che hanno origine dal confronto di un’idea con un’altra) e sostanze. Queste ultime sono combinazioni di idee semplici che rappresentano cose particolari sussistenti di per sè (eg. uomo). La mente si accorge che un certo numero di idee semplici vanno costantemente insieme, e così le chiama con un solo nome, come se si trattasse di un’unica idea semplice e non di molte idee semplici messe insieme. Ma se ci chiediamo cosa sia questo qualcosa che chiamiamo sostanza non troviamo che risposte oscure e confuse.
Nessuno di noi conosce le “essenze reali”. Quello che conosciamo è soltanto l’“essenza nominale”, cioè l’insieme delle qualità che una data cosa deve avere per essere chiamata in un dato modo. Locke sta qui indicando con chiarezza il limite della conoscenza umana: al di là delle idee semplici, non sappiamo nulla delle cose, cioè non abbiamo nessuna cosa dell’essenza reale, perché siamo privi di facoltà che ci consentano una simile conoscenza. Le idee semplici sono i confini del nostro pensiero.

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