Ominide 4103 punti

Come si spiega il male nel mondo con l'ottimismo

La concezione ottimistica, secondo cui il mondo esistente è il migliore fra tutti quelli possibili, non esclude le imperfezioni, ossia ciò che comunemente viene considerato male.
Infatti Leibniz è convinto, e lo dichiara apertamente, che non è concepibile un mondo (anche il più perfetto)esente dal male: il male, egli aggiunge, esiste, pur nella quantità minore possibile, perché la realtà creata implica necessariamente l’imperfezione e Dio non avrebbe potuto creare un mondo totalmente perfetto in quanto, così facendo, avrebbe prodotto un altro se stesso.
Riprendendo la dottrina del male, affermata da Sant’Agostino, Leibniz ne distingue tre forme:
1. Il male metafisico;
2. Il male morale;
3. Il male fisico.

Così il male è ineliminabile dal mondo perché gli esseri creati devono essere necessariamente imperfetti, perché ciò che è negativo fa meglio risaltare il suo contrario, ossia ciò che è positivo.

Questo problema è affrontato da Leibniz nell'opera Teodicea (=giustificazione di Dio):

"Qualche avversario dirà che il mondo avrebbe potuto essere senza peccato e senza sofferenze, che in quel caso esso sarebbe stato migliore. Infatti bisogna sapere che tutto è connesso in ciascuno dei mondi possibili: l'universo è tutto d'un pezzo: Dio ha tutto determinato anticipatamente una volta per sempre. Quindi sei il più piccolo male che avviene nel mondo non avvenisse non sarebbe più quel mondo che, tutto contato e ponderato, è apparso il migliore al Creatore che l'ha scelto. Certo, si possono immaginare mondi possibili senza peccato e senza sventure e se ne possono creare come quelli dei romanzi delle utopie, ma questi mondi stessi sarebbero assai inferiori per bontà al nostro."

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email