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Concetti Chiave

  • Gli stadi dell’esistenza di Kierkegaard sono tre modelli di vita alternativi e inconciliabili: vita estetica, vita etica e vita religiosa.
  • La vita estetica, rappresentata dal Don Giovanni, è caratterizzata dalla ricerca di nuove esperienze per sfuggire alla noia, ma porta a una contraddizione interna.
  • La vita etica implica stabilità e continuità, rappresentata dalla figura del marito, che accetta la ripetizione e l'impegno quotidiano, ma può cadere nel peccato.
  • Lo stadio religioso richiede un completo abbandono a Dio, affrontando paradossi e scandali, come dimostrato dalla figura di Abramo che agisce contro la moralità.
  • Ogni stadio presuppone una scelta consapevole e un "salto" che segna una rottura con il precedente, senza possibilità di tornare indietro.

Gli stadi dell’esistenza di Kierkegaard sono dei modelli di vita che non possono sintetizzarsi hegelianamente in una sintesi dialettica, ma si presentano come alternative inconciliabili che si escludono l’un l’altra. Infatti tra essi esiste una sorta di “abisso”, un “salto” che non permette di tornare indietro una volta compiuta la scelta. Kierkegaard sottolinea, inoltre, come ognuno degli stadi sia caratterizzato da una pura scelta e come uno non sia la conseguenza logica dell’altro.

Gli stadi dell’esistenza sono tre:

Indice

  1. Vita estetica e le sue contraddizioni
  2. Vita etica e il salto verso Dio

Vita estetica e le sue contraddizioni

-Vita estetica: la figura emblematica della vita estetica e il Don Giovanni di Mozart, il seduttore che rifiuta ogni vincolo o impegno continuativo rapportandosi con tutte le donne senza impegnarsi moralmente davvero con una di loro (le ama tutte perché non ne ama nessuna). L’esteta, infatti, ha il desiderio di fuggire ogni forma di ripetizione per non ricadere nella noia, e quindi cambia continuamente donne per non ripetere la vita accanto alla stessa donna. Ma, cercando di fuggire dalla ripetizione, diventa succube di essa in quanto ripete costantemente il gesto di cambiare donna e, contemporaneamente, cercando di fuggire dalla noia, ci ricade poiché essa subentra costantemente una volta conquistata la donna. La cifra temporale è l’attimo, appunto perché rifugge la ripetizione. Questa contraddizione con se stesso porta alla disperazione, con cui si può compiere il salto verso la scelta opposta abbandonandosi ad essa rompendo l’involucro della pura esteticità.

Vita etica e il salto verso Dio

-Vita etica: abbracciando la disperazione l’individuo può compiere il “salto” verso lo stadio etico, completamente opposto a quello estetico. In esso la figura emblematica è quella del marito, caratterizzato dalla stabilità, dalla continuità, dalla scelta della stessa donna ogni giorno e dall’impegno quotidiano nella vita e nel lavoro, relazionandosi con altre persone. Il marito e lavoratore sceglie consapevolmente la ripetizione e la accetta. Nella vita etica la cifra temporale è, infatti, la continuità. Ma questa scelta può portare ad una contraddizione, ovvero la possibilità e consapevolezza del peccato, nel quale si può ricadere vivendo in una dimensione sociale. Il “salto” verso l’ultimo stadio avviene con il pentimento e la conseguente apertura a Dio, con la consapevolezza di non essere autosufficiente e di aver bisogno di qualcun altro).

-Vita religiosa: l’ultimo salto è quello verso lo stadio religioso, che presuppone l’apertura e il completo e totale abbandono a Dio come essere assoluto. La dimensione religiosa e della fede, però, è caratterizzata dal paradosso e dallo scandalo, e ciò è emblematico nella figura di Abramo. Dio chiede ad Abramo di uccidere il figlio senza una spiegazione razionale (come Agamennone e Ifigenìa), andando contro ogni tipo di moralità umana. Infatti la fede presuppone quel totale abbandono che scardina il concetto di moralità per arrivare a una fiducia scandalosa e paradossale per Dio (incarnazione di Cristo).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la natura degli stadi dell'esistenza secondo Kierkegaard?
  2. Gli stadi dell'esistenza di Kierkegaard sono modelli di vita alternativi e inconciliabili, che non possono essere sintetizzati in una dialettica hegeliana. Ogni stadio rappresenta una scelta pura e non è la conseguenza logica di un altro, creando un "abisso" tra di essi.

  3. Come si caratterizza la vita estetica secondo Kierkegaard?
  4. La vita estetica è rappresentata dalla figura del Don Giovanni, un seduttore che evita ogni impegno e ripetizione, ma che finisce per ricadere nella noia e nella disperazione. La sua cifra temporale è l'attimo, ma questa ricerca di novità lo porta a una contraddizione interna.

  5. Qual è il significato del "salto" verso la vita etica?
  6. Il "salto" verso la vita etica avviene attraverso la disperazione, portando l'individuo a scegliere la stabilità e la continuità, simboleggiata dalla figura del marito. Qui, la ripetizione è accettata, ma si presenta anche la consapevolezza del peccato, che richiede un'apertura a Dio.

  7. In che modo la vita religiosa si differenzia dagli altri stadi?
  8. La vita religiosa rappresenta l'ultimo stadio, caratterizzato da un totale abbandono a Dio e da un paradosso morale, come evidenziato nella figura di Abramo. Qui, la fede implica una fiducia scandalosa in Dio, che supera le norme morali umane.

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