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Kierkegaard - Domande

• La singolarità in polemica ad Hegel.

Kierkegaard può essere considerato un precursore dell’esistenzialismo, in quanto, a differenza di Hegel, egli mira a comprendere l’uomo nella sua individualità e non in base all’essenza. La critica ad Hegel verte sul fatto che il filosofo idealista non parla mai di singolo uomo, ma sempre di popolo o di umanità: le categorie in cui Hegel rilega ogni essere, uomo compreso, sono considerate troppo astratte e lontane dalla realtà. Al contrario di Hegel, Kierkegaard sostiene che noi siamo nel mondo come singoli, ancora prima che come spirito; l’esistenza perciò non appartiene al concetto universale, in quanto pure entità logiche, ma alla specifica concretezza individuale: Kierkegaard non si occuperà perciò del ‘genere’ di uomo, ma del singolo essere umano.


•Cosa si intende per angoscia in Kierkegaard?

L’angoscia per Kierkegaard è il sentimento della possibilità. L’uomo sa di poter scegliere, ma ha di fronte a sé la possibilità assoluta: è proprio l’indeterminatezza di questa situazione che lo angoscia. Egli acquista la coscienza che tutto è possibile, ma in realtà è come se nulla lo fosse davvero. L’angoscia sarà però la condizione naturale dell’uomo, ovvero di un essere fornito di una libertà che non è né necessità, né libero arbitrio astratto, ma libertà condizionata dalla specifica situazione, dalla possibilità di ciò che può accadere. L’angoscia è incentrata sul rapporto io-mondo ed è determinata dalla coscienza che tutto è possibile, dall’ignoranza del futuro, di ciò che accadrà.

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