Ominide 1172 punti

Critica di Kierkegaard all'hegelismo


Kierkegaard propone la sua concezione dell’esistenza partendo dalla critica all’hegelismo. A Hegel Kierkegaard critica principalmente tre concetti:
-L’esistenza subordinata all’essenza: Hegel, nella sua filosofia, sostiene che l’esistenza è subordinata all’essenza in quanto il reale si fa razionale e quindi il finito si fa infinito e Assoluto.
Per Kierkegaard, invece, l’esistenza non può essere subordinata all’essenza in quanto l’essenza è solo concettuale, un processo gnoseologico di astrazione della mente umana, mentre ciò che esiste è l’esistenza individuale (ho sempre davanti a me un particolare fiore, non l’idea o il concetto di fiore). L’esistenza irriducibile all’essenza è una ripresa della confutazione della prova ontologica kantiana, nella quale l’esistenza è un giudizio attribuibile soltanto a posteriori.
-La dialettica hegeliana et…et: Hegel sviluppa la sua filosofia intorno al rapporto dialettico tesi, antitesi e sintesi, intendendo la sintesi come un superamento dell’antitesi in cui i primi due momenti vengono conciliati e portati alla migliore espressione (et…et = sia…sia = sia antitesi che tesi). A ciò Kierkegaard oppone la dialettica dell’aut…aut, ovvero della vita come possibilità di scelta, in quanto l’individuo è libero di scegliere tra delle alternative che sono inconciliabili tra loro.
-L’esistenza come necessità: nella concezione filosofica hegeliana trionfa la necessità, in quanto tutto avviene secondo un ordine razionale stabilito dall’Assoluto e non può essere altrimenti. A questo Kierkegaard oppone l’esistenza come possibilità, ovvero come possibilità di scelta tra quelle che inevitabilmente incontriamo nella vita: infatti l’individuo non quel che è ma quel che sceglie di essere.

Bibliografia:

Con-Filosofare
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email