Ominide 438 punti

Soren Kierkegaard

Kierkegaard vuole riflettere sulla sua esistenza, mettendo in luce le problematiche e accettando le contraddizioni.
Ogni uomo deve essere responsabile delle scelte che fa, delle proprie decisioni.
L'uomo è scelta, possibilità e progetto.

Ci sono tre stadi che rappresentano la possibilità (infinita possibilità di scegliere il male) di esistenza di un uomo.
Il primo stadio è quello estetico, l'uomo che vive nell'istante, nella ricerca continua del piacere.
E' il seduttore intellettuale. Qui troviamo la figura del Don Giovanni, sceglie di non scegliere.
Per Kierkegaard la vita estetica non basta, chi si concentra su questa vita smarrisce il significato della sua esistenza, cadendo nella noia e nella disperazione, quel sentimento che lo fa scegliere.

Quando si avverte lo smarrimento è necessario fare il salto, assumersi la responsabilità e passare allo stadio etico.

La disperazione è importante perché conduce l'uomo a scegliere di decidere. Qui troviamo la figura del marito, responsabile che accetta le strutture della società, il conformismo. Anche qui si nasconde la noia, un senso di colpa che fa affiorare l'esigenza di un salto alla vita religiosa. L'uomo non può realizzarsi da solo per cui sceglie la vita religiosa che è paradosso e scandalo per la ragione umana. Qui la figura che troviamo è Adamo.
La disperazione è tale perchè o mi accetto così come sono e rimando me stesso e non posso realizzarmi p mi accetto per quello che sono e cerco di essere un altro però se non mi accetto non posso realizzarmi quindi posso farlo solo con la fede. Per Kierkegaard l'uomo è existenza, è progettualità e possibilità (posso scegliere il bene o il male), che è la più pesante delle categorie. La possibilità genera angoscia che non si riferisce a nulla di preciso: é il puro sentimento della possibilità. Si rischia l'errore o il peccato.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email