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JOHANNES KEPLER

Johannes Kepler(1571-1630) fu un astronomo tedesco. Keplero sostenne la teoria eliocentrica di Copernico e ne volle continuare l’opera. Matematico alla corte d’Austria si chiese da cosa sono mossi i pianeti; è convinto che il cosmo non sia posto a caso e che di ogni suo aspetto architettonico deve esserci una ragione. Keplero fu sempre copernicano e neoplatonico matematico, credeva nell’armonia del mondo e rifiutò la visione del cosmo elaborata da Tycho Brahe poiché la considerava poco armonica. Keplero credeva che la natura fosse ordinata da regole matematiche. Nella sua opera maggiore Keplero congiunge la fede nel sistema copernicano con la fede neoplatonica secondo cui una Ragione matematica e divina ha presieduto alla creazione del mondo. Dio è dunque matematico e Keplero ricercò le armonie matematiche e geometriche del mondo. A partire dal 1609 formulò tre leggi per i pianeti.

Tolomeo e Copernico non riuscirono a spiegare l’irregolare moto di Marte, Brahe aveva tentato, Keplero si dedicò allo studio del moto di Marte per dieci anni e per spiegarlo dovette abolire le orbite circolari e sostituirle con orbite ellittiche. Con Keplero si abbandona definitivamente la vecchia cosmologia di derivazione aristotelica. Il sistema solare era ora perfetto. Keplero è attratto dalle celesti armonie dove il sole svolge un ruolo fondamentale. Per Keplero è il sole a muovere gli altri pianeti ed è anche la sede di Dio poiché è il corpo più bello che dà luce e calore. I pianeti sono mossi da una forza motrice emanata dal sole chiamata “anima motrix” ma non sono sostenute prove fisiche che lo dimostrino.

LEGGI DI KEPLERO

1) I pianeti percorrono orbite ellittiche e il Sole è uno dei due fuochi;
2) Un raggio vettore che unisce il centro del sole con il centro del pianeta spazza aree uguali in tempi uguali ne deriva che la velocità del moto di rivoluzione del pianeta è massima quando il pianeta è vicina al sole(perielio) e minima quando è lontano da esso(afelio);
3) I quadrati dei periodi di rivoluzione dei pianeti sono proporzionali ai cubi dei semiassi maggiori delle loro orbite.

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