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Giordano Bruno - BIografia

Giordano Bruno nacque a Nola nel 1548 e fu una delle personalità più importanti del Rinascimento italiano, portando avanti le sue idee drammaticamente. Drammaticamente perché le sue considerazioni furono considerate dalla Chiesa come delle tesi violente. Gli fu impartita un'educazione scolastica presso il convento dei domenicani a Napoli, formazione che fu sia religiosa sia filosofica. Nel 1576 iniziò egli una lunga peregrinazione attraverso l’Italia e l’Europa e poi si fermò a Ginevra (1579), dove conobbe il calvinismo e ne divenne quasi un suo annunciatore.
Poi si recò in Francia, fermandosi soprattutto tre suoi centri : Lione, Tolosa, Parigi, dove avrebbe insegnato per due anni all’università. Dopo questo soggiorno in Francia, nel 1583 andò a Londra, dove si scontrò con i dottori dell’università di Oxford. In questo periodo pubblicò in lingua volgare il “De l’infinito, universo e mundi”, lo “Spaccio de la bestia trionfante” e “de gli eretici furori”. Infine, questo suo girovagare lo condusse in Germania a Wittemberg e poi a Praga. Successivamente fu invitato da Mocenigo a Venezia, ricevendo lezioni di mnemotecnica (tecnica adoperata per memorizzare rapidamente e più facilmente entità di difficile memorizzazione): la tecnica della memoria. Egli era convinto che la tecnica per riuscire a ricordare più cose possibili fosse il metodo di legare i concetti alle immagini. Quindi, per ricordare tutti i pensieri, bisognava cercare di legare ad essi delle immagini. Ma nel 1592 Mocenigo, lo fece arrestare perché già era stato scomunicato ed era ricercato, quindi lo consegnò al tribunale dell’Inquisizione che si occupava di quegli intellettuali che affermavano teorie che si contrapponevano a quelle riconosciute ufficialmente dalla Chiesa. Chi non si atteneva a quanto affermava la Chiesa veniva scomunicato oppure veniva arrestato, condotto davanti al tribunale e attraverso lo strumento della tortura arrivava ad ammettere di aver sbagliato e se il malcapitato non abiurava, cioè non riconosceva di aver sbagliato, scattava la condanna a morte che era particolarmente cruenta: la condanna al rogo.

Giordano Bruno, orgoglioso com’era, non rinnegò mai quello che aveva detto fino alla morte che avvenne nel 1700 a Roma. Ma cosa diceva di tanto sbagliato? Le condizioni di Bruno possiamo considerale tipiche di un Panteismo immanentista: lui non credeva che Dio fosse da ricercare in una dimensione trascendente, ma in una dimensione immanente: Dio era in tutte le cose del mondo. Immanenza è quel termine che indica tutto ciò che risiede nel mondo, nella realtà. La spiritualità vive nel mondo, in particolare nell’uomo, il cui corpo è già intriso di spiritualità.

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