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Il sentimento del sublime- Immanuel Kant, Lo Pseudo Longino

Questo saggio intreccia fili di provenienza culturale diversa, filosofica, letteraria, estetica, in una trama organica ed unitaria che analizza il concetto del sublime che nasce dal confronto e dal contrasto dell'uomo con la natura. Questo sentimento è un insieme di paura, entusiasmo, stupore, meraviglia e tuttavia, turba la mente dell'uomo.
Il concetto del sublime è stato studiato, descritto, analizzato da vari autori, primo fra tutti:
Immanuel Kant.
Nella "Critica del giudizio", egli innanzitutto sostiene che il sublime non esiste negli oggetti che vediamo ma in noi. La natura potente sollecita in noi la legge morale, la nostra spiritualità e la nostra immaginazione. Per esprimere il suo pensiero egli ricorre ad una metafora nautica, ossia quella dell' ISOLA-INTELLETTO secondo cui la terra della verità è circondata da un vasto oceano tempestoso, dove nebbie e ghiacci nascondono l'illusione di altri continenti inesplorati. Il significato della metafora, dunque, è quello che qualsiasi uomo può compiere un viaggio conoscitivo (dove conoscere per Kant significa avere un "modo" di pensiero) in cui egli stesso è il protagonista; il viaggio di cui si parla consiste nell'andare oltre i confini dell'isola dove l'uomo non sa a cosa va incontro.

E' proprio sotto questo aspetto che deve essere visto il mare, secondo Kant, il quale non deve essere pensato come un grande serbatoio d'acqua ma immaginato come lo vedono i poeti, ossia un calmo chiaro specchio equoreo, aiutato e tempestoso, quindi allo stesso tempo anche un abisso che minaccia di inghiottire tutto. L'aspetto meraviglioso e al contempo orrorifico del mare fa sì che esso solleciti in noi il sublime.

Prima ancora di Kant, già un trattato anonimo descriveva il sentimento del sublime:
Il "Peryiupsos", il trattato dello Pseudo Longino:
L'autore ritrova il sublime nell'impeto guerriero di Ettore in analogia con la descrizione di una tempesta. Il trattato si sofferma sullo stile di Omero sostenendo che questo tipo di struttura del poema viene utilizzata dal poeta che ha già chiaro che alla fine dello stesso riuscirà ad ampliare, attuando un'orchestrazione armoniosa, abbandonando i lemmi complessi della descrizione del sublime. Il Longino, per spiegare il sublime usa degli epiteti: meraviglioso, straordinario e sorprendente.

Intorno al 1674 il trattato sul sublime viene consegnato alla modernità da Boileu ne "Il trattato del sublime o del meraviglioso discorso" in cui inserisce delle osservazioni in più sul sublime, in sintonia con la modernità.

Egli mette in evidenza che Longino ha voluto intendere che il sublime è qualcosa di sorprendente: sostiene che questo sentimento non si raggiunga solo con termini magniloquenti ma, se non soprattutto, con ill silenzio dal momento in cui spesso non si riescono a trovare parole che riescano a descrivere cosa abbiamo sentito in quel momento, si resta attoniti. Inoltre, sostiene che il sublime ha una sfumatura terrificante (ad esempio la tempesta) e si può trovare anche nelle pagine scritte letterarie ( per esempio nella differenza tra lo stile di Demostane che prediligendo l'iperbato crea un discorso quasi folgorante che raggiunge il sublime, e quello di Cicerone ossia bello, elegante ma non sublime.
Così come per il Longino, anche Boileu ritiene che solo noi con la nostra immaginazione possiamo andare oltre il fenomeno naturale, attraverso la nostra immaginazione (come accade ad esempio a Leopardi, nell'Infinito).
Egli, infine, nell' ART POETIQUE, deduce che i concetti di sublime e pathos non coincidono in quanto può esserci elevatezza di sentimenti anche senza passione e irrazionalità.

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