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Il criticismo è il suo pensiero inteso come filosofia del limite e orizzonte storico, in relazione con l' empirismo e il razionalismo. Kant lo contrappone al dogmatismo che accetta le presupposizioni e i principi senza chiedersi se hanno un validità di tipo gnoseologico. Il criticismo è lo strumento per eccellenza della filosofia infatti le sue tre opere sono critiche. Criticare deriva dal greco crino che significa giudicare , valutare e risulta il fondamento di alcuni campi del sapere,ossia consiste nell’ interrogarsi programmaticamente circa il fondamento di determinate esperienze umane chiarendone: la possibilità(ciò che determina che quel campo di sapere sia tale,ovvero le condizioni che ne permettono l' esistenza)la validità(cioè i titoli di legittimità e non illegittimità della validità delle sue caratteristiche) e i limiti (cioè i confini della validità, noi possiamo conoscere solo ciò di cui possiamo fare esperienza).l’ importante è interrogarsi sui fondamenti del sapere sistematicamente e programmaticamente. Kant si interroga sui tre ambiti del sapere , sia rispetto alla conoscenza sia rispetto all' esperienza legata a queste conoscenza. Alcuni critici si sono basati sul limite chiamando la teoria kantiana la filosofia del limite o ermeneutica della finitudine,ossia un interpretazione dell' esistenza volta a stabilire le colonne d' ercole dell' umano e quindi a riconoscere il carattere finito o condizionato delle possibilità esistenziali che non sono mai tale a garantire l' onniscienza e onnipotenza dell' uomo. L’ ermeneutica è un tipo di filosofia basata sull' interpretazione dei testi cioè oggetto di interpretazione testuale del limite non solo sulla forma ma anche sui contenuti. Il fine di Kant è quello di individuare un confine,un limite tra la conoscenza valida e quindi anche l' esperienza, e quella non valida. Si rifà alle teorie sostenute anche dagli empiristi soprattutto da Locke che affermava i limiti della conoscenza dell' esperienza ,riprende quindi Kant dall' empirismo soprattutto da Locke e poi da Hume per quanto riguarda lo scetticismo. Kant si basa su di una conoscenza delimitata dall' esperienza ,non vuole basarsi su di un’ esperienza che varia da situazione a situazione ,da persona a persona ma vuole trovare dei criteri intorno all' esperienza che rimangano sempre uguali ,che siano universali e necessari, cioè sempre validi per tutti indipendentemente dalle circostanze dell' esperienza che possono variare. Nell' ambito del sapere parliamo di gnoseologia all' interno della prima critica ,rispetto ad essa dobbiamo individuare i tre punti in cui Kant si rifà all' esperienza ma è necessario fornire anche criteri uguali per tutti e universali che presumiamo dall' esperienza riprendendo dagli empiristi. La prima critica studia la gnoseologia. La seconda studia la morale. La terza critica studia il campo estetico,l’ estetica,l’ arte e il bello. Questi criteri li riprese dal razionalismo,Kant cercò di creare un sapere che riprendesse il meglio da entrambi cioè dai razionalisti e dagli empiristi. Lo studioso dagli empiristi trasse l’ esperienza ritiene però che sbagliassero solo a non considerarla uguale e universale per tutti mentre dai razionalisti trasse i principi universali ma che non erano uguali per tutti e universali. Kant ricerca una conoscenza comune che si basi sull' esperienza ma che contemporaneamente alluda a criteri validi per tutti. Kant criticò degli empiristi il dogmatismo che sbagliava a non interrogarsi sulla validità dei principi che andava ad indagare ,e non si misurava mai con il campo dell' esperienza,ma si basa su di un sistema deduttivo, su un impianto logico che è tautologico,le finalità venivano comprese all' interno delle conseguenze e le premesse venivano già intese all’ interno delle conseguenze. Ritiene Kant che non possa essere fecondo questo sapere ,che non accresca la nostra esperienza,logicamente è perfetto ma non accresce il nostro sapere( Kant riprende il sillogismo di Aristotele ,e si rifà all’ esistenza di dio di Cartesio). Tutti i principi partivano dall' atteggiamento di razionalità che erano perfetti ma non fecondi. Il sapere degli empiristi è un sapere fecondo ma non sempre logicamente valido. Hume attuò uno scetticismo tale che ogni forma di sapere risulta non valida,tutto è dettato dall' esperienza e dall' abitudine soggettiva,niente è oggettivo,tutto è psicologico. Il sapere di Hume diviene un sapere pericoloso perché attua una critica universale. Kant lo appoggia per quanto riguarda la metafisica( l’ esistenza dio e l’immortalità dell' anima) ma lo critica dal punto di vista gnoseologico ma ritiene che sia Hume ad averlo svegliato dal sonno metafisico. L’ illuminismo deve un grande debito ai pensatori inglesi. Kant è assolutamente illuminista, per quanto riguarda l' uso della ragione ,però va oltre mentre gli illuministi perché non si basò sull’ oscurantismo mentale ma mise sotto tribunale anche la ragione stessa, che divenne sia lo strumento che l' oggetto della sua indagine critica. Kant va ancora di più alle fondamenta della ragione trasformandola in oggetto di vaglio critico,prendendo tutto dall' empirismo, dal razionalismo e soprattutto da Aristotele con cui fa un confronto. Pose cosi le basi per il suo piano conoscitivo.

IL PROBLEMA GENERALE all’ interno della prima Critica è un analisi critica dei fondamenti del sapere .Ai tempi di Kant l' universo del sapere si articolava in 3 campi : la scienza,la matematica e la fisica riprendendo da Galileo a Newton ,e studiò la metafisica che poi criticò. Le tre domande a cui la critica cercherà di dare risposta sono tre :
-come è possibile la mate pura?
-come è possibile la fisica pura?
-E’ possibile la metafisica cm scienza?
Nelle prime due diede per scontato che fossero scienze, il come si riferisce a quali criteri di validità ci confermano che sono scienze. Kant andò contro Hume e il suo scetticismo universale. L' ultima non è una scienza e non è possibile come scienza non vuol dire però che la dobbiamo eliminare anzi è essenziale per altri fini ma non sarà mai una conoscenza in senso scientifico come spiegherà nella dialettica trascendentale. La prima domanda si riferisce all' estetica trascendentale, la seconda domanda all' analisi trascendentale e la terza domanda alla dialettica trascendentale. Queste ultime due si uniscono a formare la logica trascendentale.

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