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Kant - I Postulati Dell’imperativo Categorico


Per evitare di commettere follie, Kant creò i Postulati (o Formulazioni) dell’Imperativo Categorico: se un’azione risponde positivamente a questi, allora è una legge morale. E’ importante individuare delle leggi morali universali perché senza l’universalità seguire le sole leggi morali porterebbe all’anarchia.

Principio dell’universalità


“Agisci in modo che la massima della tua volontà possa valere sempre, al tempo stesso, come principio di una legislazione universale”
Bisogna quindi domandarsi se l’azione che si sta compiendo potrebbe valere a livello universale, dunque se potrebbe essere all’interno di una legislazione ed essere la base di uno stato. In soldoni, corrisponde a “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Il nucleo dell’azione è l’intenzione con cui la faccio, devo chiedermi se ciò che mi spinge ad agire è un principio base che potrebbe essere valido per tutti gli uomini.

Principio della morale autonoma


“Agisci come se il massimo della tua azione dovesse essere elevato a legge universale della natura” (legge della natura ad es. legge di gravità)
Questa formulazione ha in sé il concetto di essere, allo stesso tempo, soggetto ma anche fautore della legge, il che ribadisce nuovamente la differenza tra legge autonoma ed eteronoma, in più evidenzia la difficoltà del rispettarle perché si è soggetti di leggi che noi stessi creiamo. Il riferimento alla natura è presente in quanto nella Critica precedente individua che le facoltà di sensibilità e intelletto possono conoscere perfettamente il fenomeno (la natura quindi).

Terzo principio


“Agisci in modo da considerare l’umanità, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo e mai come semplice mezzo.”
Attraverso questa formulazione Kant dona dignità all’uomo, vietando di considerare gli altri strumenti per raggiungere degli obiettivi.

Kant sa che esistono delle leggi condivisibili da tutti, cerca l’universalità: la terza legge è senza dubbio la più condivisibile in quanto nessuno vorrebbe essere usato come uno strumento. Questo postulato dimostra la centralità dell’uomo nella filosofia kantiana e rappresenta un ritorno alla rivoluzione copernicana oltre che un punto in comune con la filosofia cristiana dato che professa compassione e comunione con gli altri individui in quanto simili che condividono il fatto di essere esseri razionali.

Queste tre formulazioni sono intrecciate tra loro, per esempio la 3 con la 1 per via della reciprocità: non uso gli altri perché non voglio essere usato.

Secondo Kant, ogni volta che vogliamo capire se stiamo agendo secondo una legge morale universale dobbiamo seguire questi principi per autovalutarci; in linea di massima, le persone devono essere sempre un fine.

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