I postulati della ragione

Kant dice che la virtù, cioè l’agire in modo perfettamente morale, è il bene supremo, ma non il sommo bene, che è invece l’unione della virtù e della felicità, a cui tutti gli uomini tendono per natura, ma non può esistere nella realtà perché essere morale significa andare contro i propri istinti, dunque all’infelicità. perciò non si può ottenere il sommo bene.
tuttavia gli uomini tendono per natura al sommo bene, ma non possono ottenerlo, se non postulando 3 cose. [postulato è qualcosa che non si conosce, non si dimostra, ma si deve ammettere per dare senso a qualcosa che si conosce.] in questo caso la morale non ha senso se:
1) esistenza e immoralità dell’anima
2) esistenza di Dio
3) libertà
1- solo la perfetta virtù rende degni della felicità. ma in questa vita non si può realizzare perché non basta il tempo. dunque dobbiamo avere un tempo infinito per tendere infinitamente alla perfetta virtù. perciò alla morte del corpo, l’anima non deve morire.

2- la felicità che uno ha meritato con questa perfetta virtù, deve essere proporzionale alla virtù stessa. deve esserci una volontà santa e onnipotente (dio) che fa corrispondere la felicità alla virtù.
3- la legge morale è la forma dell’imperativo categorico. se devo ma non posso è assurdo. dunque se devi si postula che puoi, cioè sei libero. l’esistenza della legge morale postula la libertà. se non siamo liberi, la legge morale non è valida.

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