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I postulati della ragion pratica: Kant dice che la ragione umana partorisce due idee. Dio e l’Anima. Quale è la ragione? Perché posso pensarlo? La vera azione morale dice Kant deve essere neutrale, asettica, svincolata da ogni condizionamento. Quando facciamo una buona azione sentiamo un sentimento da auto gratificazione. Aiutare il prossimo è dettato dal dovere e non dal senso di auto gratificazione (se no significa che ho fatto questa azione solo per sentirmi bene, quindi non è più morale ma nemmeno immorale). Come conciliare quindi la felicità e la ragione? La persona che si sente apposto con se stessa non fa una azione morale. Praticamente dobbiamo mettere la felicità in un altro mondo, trascendente e in quest’ottica lui fa dei postulati alla ragion pratica. L’uomo va alla ricerca della felicità che non è riscontrabile su questo mondo, ma su un altro mondo. Kant parte dal presupposto che la felicità non sia raggiungibile per l’essere umano, come si evince dal fatto che soprattutto le buone persone che fanno del bene, ricevono tante ingiustizie e quindi infelicità. Dobbiamo quindi svincolare la morale dall’edonismo, ovvero la ricerca della felicità. Kant dice che bisogna creare una società dove il senso del dovere sia un qualcosa condividibile e praticabile da tutti. Il motivo per cui la ragione partorisce queste idee è che esse sono necessarie e con Dio viene fuori la sua formazione protestante, sostenendo che bisogna ipotizzare un Dio il quale è l’unico che abbia la facoltà di donarci la felicità sulla terra, tutto ciò in base al merito. Ciò quindi presuppone l’immortalità dell’anima. Quindi si ipotizza pure la necessità di un’anima che può essere graziata da Dio nell’aldilà. “Beati poveri perché nel regno dei cieli saranno premiati” (dimensione cristiana). Quindi analizzando ciò possiamo vedere un cambiamento nella mentalità di Kant che passa da un Kant considerato eretico e condannato per aver affermato che Dio è solo un idea, a una formazione più protestante. Ritornando alla definizione di postulato: il termine indica una proposizione accolta senza dimostrazione ma lui intende i temi della metafisica, poiché il filosofo considera postulati, la libertà, l’immortalità dell’anime e l’esistenza di Dio.

Nella critica della ragion pratica egli afferma che la libertà, se è indimostrabile sul piano teorico è invece indispensabile su quello pratico. Essa deve necessariamente essere supposta (postulata). Pertanto accanto al mondo fenomenico, Kant pone il mondo della moralità, che poggia sulla libertà.
Quanto all’immortalità dell’anima , dice che, affinché il dovere morale sia compiutamente assolto, è necessario postulare che l’esistenza dell’essere razionale “continui all’infinito” ovvero che l’anima sia immortale.
Se è pur vero che in questa vita non si da felicità in cambio di virtù, tuttavia in un’esistenza dopo la morte Dio può garantire all’uomo virtuoso la meritata felicità. L’esistenza di Dio viene dunque postulata come unica garanzia possibile per la speranza e la prospettiva del sommo bene, perché solo l’onniscienza e onnipotenza di Dio possono garantire a tutti coloro che ne sono degni sia data la felicità.

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