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Immanuel Kant vive tra fine 700 e inizio 800, quindi è erede della tradizione illuministica e precursore del romanticismo.
Kant riprende dalla concezione illuminista la fiducia nella ragione. Gli illuministi dicevano che tutto doveva essere sottoposto al 'tribunale della ragione', Kant invece afferma che è la ragione stessa a dover essere sottoposta al tribunale, quindi è sia giudice che imputato. La ragione deve autogiudicarsi, deve stabilire quali sono i suoi limiti e le sue possibilità.
Inizialmente simpatizzò con il razionalismo ma, con il risveglio dal 'sonno dogmatico' da parte di Hume, lo sorpassa dicendo che la ragione è limitata dall'esperienza, riprende l'empirismo e l'illuminismo, quindi l'ambito della metafisica è inconoscibile.
Kant si definirà un 'innamorato deluso' perchè credeva che la metafisica fosse un bisogno naturale dell'uomo, cioè l'uomo tende a superare i limiti e a ricercare l'infinito. 'Se ci avventuriamo nel oceano della metafisica siamo destinati a naufragare'.

Kant è il fondatore del criticismo (krìno: giudicare neutralmente), infatti scrive tre critiche:
1) Critica della ragion pura: la ragione teoretica, l'insieme delle nostre facoltà conoscitive e si occupa di gneoseologia;
2) Critica della ragion pratica: la volontà e si occupa della morale;
3) Critica del giudizio: un giudizio estetico e si occupa dell'estetica (arte, bellezza..).
Come Copernico ribaltò i rapporti tra Terra e Sole, così Kant ribalta i rapporti tra soggetto e oggetto (rivoluzione copernicana). La natura è un ordine oggettivo regolata da leggi universali e necessarie, l'uomo è sottoposto alle stesse leggi della natura; quindi il soggetto è condizionato dall'oggetto. Per Kant, queste leggi non sono intrinseche nella natura ma sono nel soggetto, sono delle strutture mentali innate che come dei filtri, uguali per tutti, necessariamente si frappongono fra noi e la realtà; quindi è il soggetto che condiziona l'oggetto. Questo è il soggettivismo universale. In poche parole, la modalità di conoscenza è uguale per tutti cambia, da soggetto a soggetto, cosa conosciamo quindi il contenuto, in base all'esperienza.
Queste strutture mentali innate sono le forme a priori che permettono di conoscere. Kant dice: "Immaginiamo tutti di avere, fin dalla nascita, delle lenti blu incorporate, in questo modo vedremo tutti la realtà filtrata di blu. Questo, però, non significa nè che la realtà sia blu nè che le lenti deformino la realtà, ma esse sono l'unico modo in cui possiamo conoscere la realtà".
Kant distingue: il "fenomeno" (dal greco: faìnomai = apparire) che è la realtà come ci appare attraverso le forme e priori, quindi è l'oggetto nel suo rapporto con il soggetto; e il "noumeno" (intellegibile: ciò che è pensabile ma non conoscibile) è la "cosa in sè", la realtà cosi com'è che rimane una grande X sconosciuta, quindi è l'oggetto indipendente dal soggetto.
La nostra è solo una conoscenza fenomenica poichè possiamo conoscere solo ciò di cui abbiamo esperienza.

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