Kant


Periodo precritico


Fin da studente aveva due grandi interessi a livello culturale: la scienza, che in quell’epoca si intendeva fisica, così come è iniziata da Galileo e perfezionata da Newton; e la metafisica, nucleo della filosofia, che in Germania significava Leibniziata Wolfiana (che l’aveva sistematizzata). Sostanzialmente è un razionalista. Kant fu anche scienziato, infatti formulò una teoria sul sistema solare, nota come Kant – La Place.
Nel 1762 c’è una svolta: lesse le opere di Hume e questo lo “risvegliò dal sonno dogmatico”, ovvero perse la fiducia nella metafisica. Kant cerca un modo per ritrovare la scienza, ma secondo Hume non esisteva, perché non esisteva né casualità né sostanza.
Nel 1769 ha un’illuminazione, scopre una nuova prospettiva, che poi chiama rivoluzione copernicana (perché Copernico aveva cambiato il posto del sole e della terra).
Nel 1770 scrive l’opera De mundi sensibilis atque intellegibilis forma et principiis. In quest’opera si trova la traccia della rivoluzione, ma non è ancora nel periodo critico.
Criticismo si contrappone a dogmatismo, criticare viene dal greco, significa giudicare, ma anche nel senso del tribunale. In questo caso si critica l’intera conoscenza umana, con lo scopo di chiarire le condizioni di verità ed i limiti. Tutto ciò però preliminarmente, prima ancora di conoscere si deve stabilire cosa è possibile conoscere (impostazione cartesiana). In questo è perfettamente conforme allo spirito illuminista, è invece lontano dalla concezione romantica, tesa verso l’infinito. Infine, il criticismo, è inteso come un vera mediazione tra razionalismo ed empirismo.

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