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Kant, Immanuel - La legittimità dei concetti


Un quesito importante è quello della corrispondenza dei concetti con la realtà, quindi se questi possono essere veramente oggettivi o meno, infatti i giudizi derivano dalla sensibilità, che fornisce i dati, e l’intelletto crea dei concetti, ma non cosa garantisce che questi siano veri?
Per Aristotele c’è corrispondenza tra il modo in cui penso la realtà e come la esprimo: Kant vuole mettere tutto ciò in discussione e appurare se sia legittimo che le categorie abbiano pretese di universalità.
Lo fa per il principio del criticismo, non dà per scontato nemmeno ciò che ha postulato lui stesso.

All’interno dell’opera fa un paragone giuridico per far capire da dove nasce l’esigenza della deduzione trascendentale: vuole attestare la legittimità da un punto di vista di diritto, non di fatto, perché nel pratico, bene o male, è così perché l’esperienza di fornisce una conferma; finché ci si muove in essa questa giustifica quello che viene detto, ma questa non è universale e quindi la legittimità dei concetti a priori non può essere trovata nell’esperienza, nel molteplice. La questione di fatto, indaga non sulla legittimità, ma sull’esistenza delle cose. La questione che invece riguarda la legge, presupposta l’esistenza delle categorie, è: “le categorie hanno diritto ad assurgere al ruolo di forme oggettive?”
Una deduzione è un processo logico legittimo che porta a una conclusione corretta, come il sillogismo aristotelico, la deduzione per esperienza: “Tutti gli uomini sono mortali. Socrate è un uomo. Socrate è mortale.”
Nel caso della deduzione, se le premesse sono vere e universali anche la conclusione è vera; per l’induzione non è detto, perché le premesse sono tutte empiriche e non universali.
Le forme pure della sensibilità, spazio e tempo, intuizioni a priori, sono qualcosa di immediato quindi è più facile giustificarli. E’ più difficile giustificare una forma di conoscenza come l’intelletto. Possono apparirci delle idee senza che facciamo riferimento all’intelletto, dunque non per concetti; noi pensiamo per concetti, tuttavia ci risulta possibile scomporre un concetto in più parti.

La deduzione trascendentale è l’indagine sulla legittimità delle categorie in quanto istanze che possono valere universalmente; il quesito si pone perché le categorie sono valide a priori.
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