NickyD di NickyD
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Kant qui definisce il giudizio estetico. L’estetica trascendentale tratta della percezione sensibile, il suo percorso era stabilito nei confini a priori dello spazio e del tempo con una rappresentazione del mondo che è un’ interazione tra capacità di senso e oggetto sentito, che veniva poi inviata all’ intelletto che la giudica. Il giudizio nella “critica del giudizio” non è determinato ma riflettente ovvero uno che non aspira alla conoscenza. Non vuole chiarire il dato. Dare un senso alle cose significa esprimere una propria valutazione perché le cose prescindono ogni suscettibilità , quindi attribuire un valore personale agli oggetti. Non abbiamo un concetto che è conforme al giudizio riflettente perché il dato si ferma alla percezione e all’immediatezza sensibile senza arrivare alle categorie dell’ intelletto. Questo giudizio ha un obiettivo proteso all’infinito, quindi non ha un contenuto empirico cioè un dato su cui fondarsi; non è un giudizio ancorato al dato ovvero è il tipo di giudizio che definisce bello/brutto simpatico/ antipatico. E’ ciò che noi cogliamo immediatamente del dato , quindi un giudizio nostro non necessariamente valido per tutti. E’ un giudizio soggettivo legato al momento della percezione. In sintesi appartiene alla relazione tra soggetto e oggetto (non funzione dei sensi) in un momento determinato ed ha la pretesa di essere valido per tutti, quindi è funzione dell’ interiorità trascendente ( mia condizione assoluta che trascende l’ oggetto e pone in essere questa interazione).

Il fatto estetico di un’ opera d’arte agisce in maniera autonoma sia dalla scienza che dalla morale perché non si pone né un obiettivo conoscitivo né uno educativo.
Tutti sono in grado di esprimere un giudizio estetico , quindi il processo estetico ha una dimensione universale . Il giudizio estetico si esprime allo stesso modo su un dato sensibile che su uno soprasensibile .
Le ricadute possibili del giudizio estetico sono il giudizio teleologico(finalistico) che non mostra le cose nel nesso di causa effetto ma ce le mostra per come le vediamo (salta il la legge di causa/effetto) e ci fa leggere dentro la natura finalità ignote alla legge , trascendenti. Ci attesta(non dimostra) l’ esistenza di qualcosa di trascendente (dio) ; individuiamo una causa infinita che non crea oggetti ma contrasti, suoni , musicalità (più che altro in natura) ecc.
Una spiegazione finalistica della realtà( realtà solo tendente a un fine) è vuota, priva di struttura; allo stesso modo una meccanicistica è priva di esiti perché ci fa fermare di fronte all’ evento di cui analizziamo causa ed effetto. Sia il giudizio estetico che quello finalistico ci possono attestare qualcosa di aldilà dell’ intelletto.

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